
Luca Francioso suona la chitarra acustica, compone e insegna musica, scrive romanzi, racconti e poesie, disegna e si occupa di grafica, video e web design. Ha una prolifica produzione artistica e un’intensa attività concertistica, in Italia e all’estero.
Conosco bene i miei limiti, ma non ne pongo mai ai miei sogni
Percorso artistico e professionale
Musicista, scrittore e grafico, Luca Francioso nasce il 19 maggio 1976 a Reggio Calabria.
Inizia lo studio della chitarra classica nel 1987 con il Mo. Giuseppe Alati e si avvicina alla tecnica fingerstyle nel 1996, perfezionandola nel 1997 con il chitarrista Franco Morone. Comincia a scrivere i suoi primi racconti nel 1991 e si diploma al Liceo Artistico “A. Modigliani” di Padova nel 1993. Dopo due anni alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Padova, abbandona il percorso di studio e si dedica completamente all’attività artistica.
Ha all’attivo 69 produzioni tra album, EP, singoli, DVD, live, musiche di scena, raccolte, suonerie, manuali fingerstyle, romanzi, racconti e poesie e ha suonato in oltre 1300 concerti, proponendo il suo spettacolo “Note raccontate” in 11 paesi diversi (Italia, Spagna, Inghilterra, Svizzera, Francia, Belgio, Austria, Stati Uniti, Germania, Repubblica Ceca e Slovacchia).
Insieme ai consueti eventi live in locali, auditorium e teatri, nel corso degli anni ha proposto scenari concertistici differenti, come concerti privati nelle case (“Concerto a domicilio”), aprendo anche le porte della propria abitazione (“Suoni di casa mia”), concerti in quota (“Musicammina”) e concerti come busker (“Musica randagia”) tra le vie delle città.
Ha condiviso il palco con numerosi artisti internazionali (tra cui Reno Brandoni, Franco Morone, Massimo Varini, Giovanni Baglioni, Trevor Gordon Hall, Maneli Jamal, Don Alder) e ha partecipato ai più importanti festival chitarristici italiani (tra cui “Acoustic Guitar Meeting” di Sarzana, “Ferentino Acustica Festival”, “Soave Guitar Festival”, “Acoustic Franciacorta”, “Cremona Musica”), esibendosi più volte anche al “Namm Show” di Anaheim (Los Angeles) e al “Musikmesse” di Francoforte.
Dopo aver curato per anni l’artwork e la revisione editoriale esclusivamente delle sue produzioni, se si escludono sporadiche collaborazioni, dal 2019 inizia a lavorare come grafico, editor e copywriter anche per altri artisti, case editrici e aziende (tra cui Massimo Varini, Leo Di Angilla, Fingerpicking.net, Le Ruzzole), realizzando all’occorrenza elaborati grafici, disegni, video, impaginazioni e editing di libri vari.
Vive e lavora in provincia di Padova.
Visione e filosofia creativa
Per Luca Francioso l’arte non è un insieme di compartimenti stagni, ma un organismo vivo in cui ogni linguaggio respira insieme agli altri. La musica, la parola e l’immagine non sono discipline da coltivare separatamente: sono strumenti, corde diverse di un unico strumento più grande, quello dell’espressione. Il suo approccio artistico nasce da un’esigenza primaria di racconto, l’urgenza di dare forma a ciò che non trova spazio nella sola parola o nella sola musica. Per questo i suoi lavori vivono spesso in più formati: un album può diventare libro, un testo può trasformarsi in un brano musicale, un’immagine può suggerire la struttura di una composizione.
In questa prospettiva, le arti diventano per lui territori in dialogo costante, capaci di arricchirsi a vicenda. Una composizione strumentale acquista spessore quando porta con sé un’idea narrativa; un testo scritto trova nuove risonanze se può vibrare come musica; un’immagine diventa più intensa se lascia intravedere l’eco di un suono o di una parola. La sua è una visione che invita all’incontro tra linguaggi, superando i confini disciplinari per cercare un’espressione più completa e sfaccettata.
La sua filosofia creativa si fonda sull’idea che la tecnica, pur essendo indispensabile, non sia mai il punto di arrivo. La tecnica è un mezzo, non un traguardo: è l’alfabeto necessario per dire ciò che si vuole dire, ma non è mai la frase stessa. Per questo nei suoi insegnamenti insiste sulla dinamica, sul fraseggio, sul controllo del tocco: non per la perfezione sterile, ma per la precisione emotiva, per dare al racconto musicale la stessa intensità e chiarezza di un pensiero ben espresso.
C’è anche un aspetto contemplativo nel suo approccio: l’attenzione per i dettagli quotidiani, per le piccole luci e ombre della realtà, traduce uno sguardo attento nei confronti della velocità e della superficialità con cui oggi si consuma l’arte. Francioso sembra rivendicare il diritto a rallentare, a dare tempo alla costruzione di un’opera, a lasciare che le idee maturino e che i linguaggi si influenzino a vicenda. Il risultato è un’arte che non si limita a intrattenere, ma invita chi ascolta, legge o osserva a far parte di un tempo più riflessivo e contemplativo, in cui le cose possono essere comprese e sentite fino in fondo.
Testimonianze di artisti

Il logo creato da Luca Francioso per identificare la sua attività artistica è un monogramma con le sue iniziali L e F, tra i cui segni convivono più immagini: le tre frecce che formano le due lettere simboleggiano i tre linguaggi della sua proposta artistica (musica, scrittura e grafica), ma anche il dinamismo della creatività che si muove in più direzioni; il labirinto che emerge tra le linee rappresenta i misteriosi percorsi dell’arte nonché la difficoltà di farne un mestiere; infine, l’esagono, forma geometrica dentro cui il logo è contenuto, concetto ispiratore del monogramma, richiama la cella di un favo, casa delle api, animali laboriosi e dediti a uno scopo, come l’indole dell’artista.

