Durante gli anni, lungo il mio percorso didattico sulla chitarra, ho sempre fatto un po’ di fatica a mettere a fuoco la priorità delle varie indicazioni che apprendevo e, pur ottenendo risultati confortanti, mi sono sempre mosso a braccio, guidato ora dall’istinto ora dalla presunzione di essere nel giusto.

Una volta incamminatomi sul sentiero dell’insegnamento, fin da subito, mi sono posto il problema di come aiutare l’allievo ad avere metodo nell’applicare i vari insegnamenti sullo strumento, così da ottimizzare a pieno lo studio degli esercizi, e ho provato a sintetizzare in modo semplice e diretto tre passi indicativi, in ordine di priorità, che permettessero questo processo.

Nel tempo ho sperimentato queste tre indicazioni su diverse personalità e talenti e mi sono accorto che, pur apparendo addirittura banali, il metterli nero su bianco consente in effetti un approccio più graduale allo studio e, io credo, garantiscono risultati più rapidi ed efficaci.

Ecco le tre indicazioni, in ordine di importanza:
1) Tempo
2) Pulizia
3) Espressione

Spesso troppo ansiosi di arrivare subito ad una perfetta esecuzione dell’esercizio o del brano che stiamo studiando (leggi “La lettura verticale”), annaspiamo tra i passaggi semplici o complicati che siano quasi in apnea, desiderosi di riprodurre quanto appena ascoltato, ma è necessario avere un metodo e delle priorità da seguire in questa fase, perché sono tante le cose a cui pensare e a cui stare attenti durante lo studio e utile sarebbe riuscire a separarle.

Prima cosa a cui dare e fare attenzione è il tempo. Non mi riferisco al bpm (battiti per minuto) di un brano (leggi “Tre errori da evitare quando si studia la chitarra”), argomento a cui è necessario dedicare un approfondimento specifico, ma alla durata della sua esecuzione, un aspetto davvero importante da considerare, perché la musica non ci aspetta.

Hai mai provato a suonare sopra un disco? Ti è mai successo, mentre lo facevi, di sbagliare e di sentir continuare inesorabilmente le note incise, senza che queste ti aspettassero per ricominciare?

Proprio così, sembra scontato, ma spesso ce ne dimentichiamo. La musica cammina sulla linea immaginaria del tempo e non si ferma mai, siamo noi che dobbiamo starle dietro. Per cui, inizialmente, il consiglio è quello di provare a non fermarti, anche se sbagli, anche se le note o gli accordi suonano “sporchi”. Cerca piuttosto di rimanere sempre sul pezzo, a qualunque costo!

Se ad ogni difficoltà ti fermi per rifiatare o sistemare le posizioni, svilupperai più lentamente la capacità di prendere in corsa gli accordi più impegnativi, allungando in questo modo i tempi di apprendimento, a volte stiracchiandoli davvero in modo esagerato.

L’insegnante di Dave Matthews della Dave Matthews Band, cantautore americano davvero molto bravo con la chitarra, durante le lezioni gli diceva sempre: «Qualunque cosa accada, non fermare mai la mano destra!». E sia.

La seconda cosa a cui dare priorità è la pulizia. Del suono, naturalmente! Insistendo con il prendere le posizione più complicate in corsa, quasi sfidandoti ad ogni passaggio, lentamente arriverai ad un punto in cui ti verrà più naturale provare a non “sporcare” il suono. Più semplice sarà infatti concentrarsi sulla pulizia delle singole note, evitando che “friggano” o che suonino stoppate.

È questo il momento, eventualmente, di fermare la corsa per ottimizzare una posizione perché suoni appieno, per poi salire nuovamente in sella al cavallo che galoppa a muscoli tesi.

Solo adesso, dopo esserti esercitato su tempo e pulizia, arriva il momento dell’espressione, l’ultima delle tre indicazioni, terreno sopra il quale dall’eseguire si passa – finalmente – al suonare. Ora sì che puoi provare a chiudere gli occhi e a interpretare note, accordi e frasi musicali, entrando dentro ad ogni singola nota, sentendola tua e facendola vibrare come non mai. Non mi dilungherò volutamente su questo ultimo aspetto, perché presto scriverò un manuale al riguardo, ma sappi che questo è il momento di rendere unico ciò che suoni. Proprio così: è in questa fase che accade. Questo è il tempo!

Ti invito, dunque, a seguire queste indicazioni e a seguirle nell’esatto ordine in cui te le ho descritte, sperando che ti possano essere davvero utili nel tuo percorso di studio e di crescita. Non hai nulla da perdere, infatti così non fosse, avrai solo provato un’altra soluzione e avrai fatto un’altra esperienza, tutto qui. Dovessero aiutarti, invece, beh… Ne sono felice!

Buon perCORSO.

Risorse
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