A volte scelte singole diventano tendenze,
le tendenze stereotipi che fissano i pensieri,
poi l’inerzia fa apparire personali preferenze
requisiti indispensabili per svolgere mestieri.

Pare servano tatuaggi per sentirsi un calciatore,
gesti e look d’oltreoceano ai rapper italiani,
se poi manca il turpiloquio non puoi fare il cantautore
o il solista se non picchi la chitarra con le mani.

Chi a se stesso preferisce mode di categoria,
perché crede necessari segni di una appartenenza,
alimenta suo malgrado l’amarissima bugia
che per stare in un contesto non si possa fare senza.


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