
Rifletto su ciò che rifletto
Un progetto di parole che raccoglie riflessioni, pensieri e aforismi. Un flusso irregolare di annotazioni sul mondo. Un racconto parziale della realtà vorticosa. Questo è “Rifletto”.
L’uomo è uno specchio che nel tempo, a ogni cicatrice, si incrina con crepe uniche e che per questo riflette visioni, o deformazioni, personali della realtà. Consapevole di questo precario punto di vista, rifletto su ciò che rifletto. Sempre.
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Confondere, o più frequentemente spacciare, gusto per competenza non conferisce mai a un’opinione l’insindacabilità e l’autorevolezza di un verdetto tecnico.
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Memo per me: evitare di pronunciare “praticamente”, “tipo” e “cioè”, riuscendo comunque a formulare una frase.
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Memo per me: quando precedo un’affermazione con la locuzione “Come dico sempre io”, non svilirne l’aspettativa con parole anonime e preconfezionate, ma lasciare il segno dell’unicità che una tale premessa presuppone.
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Sono due le virtù da mettere in gioco nel rapporto fra due persone, di amicizia o d’amore che sia: la consapevolezza che è necessaria una distanza e la lucidità di capire qual è la più giusta.
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Memo per me: reboante, non roboante; sfocato, non sfuocato; talentoso, non talentuoso.
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Vivo il presente non come un istante esatto nel tempo, ma come il fluire mutevole degli eventi. Se il tempo fosse un fiume che scorre, il presente per me non sarebbe un punto preciso dell’alveo, ma il flusso dell’acqua che mi sospinge.
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Una collettività che per decenni scoraggia, umilia e abbandona i suoi poeti si ritroverà a declamare versi ordinari, sgrammaticati e volgari, e a compiacersene.
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Traguardo.
Tra, guardo.
Guardo tra.
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Non ho un’opinione su tutto, ma anche se l’avessi non troverei comunque necessario esprimermi sempre su ogni cosa.
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Il vorticoso flusso dei social sciorina di continuo un numero variabile di precetti di vita: dieci abitudini da evitare, cinque regole da seguire, tre trucchi per non sbagliare più, svilendo e smontando la giornata di chiunque, gesto dopo gesto. Ne resta uno soltanto: spegnere.
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È interessante e opportuno analizzare con minuzia un’opera d’arte e la tecnica dell’autore, ma quando diventa l’unico approccio per accogliere il contributo di un artista, l’arte si riduce a un esercizio accademico, arido e svilente. E non mi interessa più.
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Non importa quanto rispetto e premura tu metta in gioco, ci sarà sempre qualcuno che fraintenderà le tue intenzioni e finirà con il considerarti irrimediabilmente come la persona che speravi di non apparire.
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Se qualcuno ha dubbi su un argomento delicato e controverso, qualunque esso sia, non diventa imprescindibilmente un beota sprovveduto, ma esercita la libertà di temere ciò che non gli torna.
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Il fatto che esistano complotti strampalati e inverosimili e che qualcuno sia disposto a crederci, non riduce il concetto di complotto a un’illusione paranoica, poiché l’essere umano ha dimostrato, nel corso della storia, di saper ordire nell’oscurità intrighi e bassezze.
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Consenso e qualità sono due concetti differenti; se la visibilità dipende solo da una strategia e mai dal talento, diventano inesorabilmente distanti.
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Nessuno è vecchio. C’è solo chi è partito prima.
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Siamo tutti convinti di avere l’opinione definitiva su qualsiasi questione. Ma la realtà che faremmo bene ad accettare è che la nostra non è altro che una voce tra le tante. Niente di più.
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Non ho bisogno di scrivere o disegnare qualcosa sulla mia pelle: ci pensa già il tempo con segni e cicatrici.
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Giudichiamo sempre una persona in base alla nostra capacità di comprendere e affrontare la sua vita e non in base alle sue reali risorse. Nessuno conosce mai veramente l’universo altrui.
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Ognuno cerca la bellezza lì dove il proprio cuore ne scorge la scintilla.
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Sebbene il dissenso vada sempre preventivato quando si pubblica un lavoro, la libertà di poterlo esprimere non giustifica mai la mancanza di premura sull’utilizzo della forma.
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Non è dall’eccesso di stimoli che necessariamente fioriscono interessi e fantasia. A volte la noia è più feconda.
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La curiosità uccise il gatto. Ma rese ricco l’uomo.
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La bellezza non fa che travolgermi, stordirmi, confondermi, emozionarmi. A essere onesti, i suoi effluvi sono quasi insostenibili. Io arranco sempre, inebetito e impacciato, occhi annacquati e cuore sospeso.
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Un artista non è il consenso che genera. I numeri oggi utilizzati per identificarlo sono una grande illusione, forse la più grande del nostro tempo. Un artista è ciò che crea, poiché solo la sua arte può definirlo.
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Per accrescere il consenso social e creare più opportunità lavorative ricorriamo a tutorial che svelano trucchi e segreti della nostra arte. Stuzzicato da tali stimoli, il possibile cliente prova a far da sé e rinuncia ai nostri servizi, inducendoci a realizzare più tutorial.
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«Sai qual è il mestiere dell’essere umano?». «Ne esistono molti, dipende». «No, a ben guardare, dopo secoli di storia, si può ormai affermare che è uno soltanto, sempre il medesimo». «E quale sarebbe?». «La guerra. È questo il mestiere che ha scelto per sé».
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Mi piace pensare alla scienza come al libretto di istruzioni della spiritualità.
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Il desiderio si nutre di distanza e non si sazia mai di mistero. La caduta verticale del pudore ne sta smungendo il vigore, tanto da rendere ordinario lo straordinario.
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Amo quel momento della composizione in cui un accordo o una parola può diventare qualsiasi cosa, quando l’idea non ha ancora una forma e la forma è ancora un’idea.
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La musica è vagabonda. Il concerto è la sua dimora.
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L’importante non è partecipare. Si gioca sempre per vincere. L’importante è saper perdere.
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Vocabolario del futuro, voce “contenuto”: “Argomento perlopiù frivolo e per la cui creazione non sono indispensabili particolari doti; anticamente, tematica di spessore che definiva il valore di un progetto.”
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A temperature emotive elevate nuova musica bolle in pentola.
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Amo dare indicazioni stradali agli sconosciuti che mi fermano: è uno di quei rari momenti, semplici e senza clamore, in cui tutte le distanze si annullano. Così mi prodigo per fornire le indicazioni più dettagliate possibile.
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La musica è il colore dei giorni e ne vivo la bellezza come chi contempla le imprevedibili pennellate di un quadro che sorprende.
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La musica liquida ha liquidato autori, musicisti e tecnici e ne ha fatto dei fantasmi. Più nessun foglio ne menziona i nomi. Più nessuno sa chi ha fatto cosa.
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Sono un abile regista e un attore di talento in grado di dirigere e recitare in testa il film della mia vita: del passato realizzo sempre remake in cui correggo la storia, del futuro giro ogni volta la scena perfetta. Peccato che proiezioni e realtà raramente coincidano.
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La totalità del tempo dei nostri figli è interamente fagocitata dalla scuola, tra lezioni in aula e compiti a casa, da mattina a sera. Arte, sport e tempo libero vengono aridamente e ottusamente ignorati. Quando riempire vuol dire svuotare.
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Comunicato del futuro: “In base a quanto sancito dalla CMG (Commissione Musica Governativa) con il Decreto Testi, si rammenta che per ottenere l’approvazione della canzone in sede definitiva l’utilizzo del turpiloquio è obbligatorio.”
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Comunicato del futuro: “In base a quanto sancito dalla CMG (Commissione Musica Governativa) con il Decreto Testi, si rammenta che è proibita ogni forma di poesia per favorire l’integrazione culturale degli autori che non manifestano tali attitudini.”
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A volte sembra che per me la musica sia solo una scusa per raccontare l’ennesima storia e altre che le storie che voglio raccontare siano soltanto un banale pretesto per scrivere una nuova melodia.
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“Scarica l’app” è la nuova panacea.
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Annunci del futuro: “Si avvisano tutti gli studenti della Facoltà di Archeologia e Storia antica che anche quest’anno il corso base di Gentilezza, dal titolo: ‘Scusa, grazie e per favore’, è stato annullato a causa della mancanza di iscritti.”
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Giustificare un evidente errore tecnico con una preferenza personale non sempre muta un’infrazione in una licenza.
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La pace è un concetto dinamico, un equilibrio tra le diversità da rinnovare con dedizione e costanza, e non una condizione statica che funziona a prescindere.
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È umano essere in errore, ma è un errore non essere umano.
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Annunci del futuro: “Cercasi essere umano in grado di accettare le altrui diversità, siano esse fisiche, ideologiche o culturali, allo scopo di sperimentare ciò che anticamente veniva chiamata ‘empatia’. Astenersi perditempo.”
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Vocabolario del futuro, voce “condividere”: “Divulgazione sulle piattaforme social di contenuti digitali; anticamente, intima e rigogliosa partecipazione a medesime visioni, propensa per natura a evolvere in fratellanza.”
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Nega a un pensiero di espandersi in ampiezza, ostruisci gli sbocchi a tutti gli scenari che i suoi insiti e differenti aspetti generano per natura e otterrai la stretta voce di una categoria. Un pensiero circoscritto e immobile è più facile da etichettare e giudicare.
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Io suono
Tu sei
Egli è
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Coltivo sensi di colpa che poi fatico a estirpare. Tocca conviverci, il più delle volte. E piantarci accanto ricordi confortanti, confidando nel loro profumo.
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Le note, una volta nate, non vanno mai tenute, ma vanno rese note.
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Il difetto è come l’odore degli escrementi: tutti ci conviviamo, ma siamo disposti a tollerare soltanto il nostro.
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Adeguarsi per rifuggire la solitudine è un espediente nocivo a un equivoco ricorrente: sentirsi l’unico anziché unico.
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Essere se stessi è un coraggioso atto d’amore nei confronti del mondo intero. Non esiste nulla di più rivoluzionario e solidale.
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L’uomo è uno specchio che nel tempo, a ogni cicatrice, si incrina con crepe uniche e che per questo riflette visioni, o deformazioni, personali della realtà. Consapevole di questo precario punto di vista, rifletto su ciò che rifletto. Sempre.

Il logo creato da Luca Francioso per Rifletto rappresenta uno speech balloon, ovvero l’elemento grafico convenzionalmente utilizzato per contenere i testi pronunciati da un personaggio, tagliato a metà per formare una lettera R (iniziale di Rifletto) rovesciata, come se fosse riflessa in uno specchio.
La palette prevede due colori: il verde salvia che rappresenta il processo riflessivo, calmo e analitico, e il bianco che rappresenta lo spazio in cui questo processo si muove, suggerendo apertura, possibilità, luce mentale.

