Troppo spesso sento dire da genitori di piccoli e aspiranti chitarristi o da ragazzi che iniziano un percorso didattico la parola “chitarra da studio”, riferita per lo più a strumenti in compensato super economici e quasi impossibili da suonare, più o meno dei giocattoli che non gravano sul portafogli, ma che non hanno niente a che fare con il concetto di studio.

Questo ormai obsoleto luogo comune, come un ritornello di una canzone poco riuscita, mi suona nelle orecchie da quando anche i miei genitori ne hanno cantato qualche verso, spinti anche loro dal comprensibile timore che un ragazzino, circondato da mille attrazioni, possa perdere presto interesse.

In effetti di frequente accade che uno strumento venga seppellito in cantina perché la curiosità del suo apprendista esecutore ha tirato le cuoia prima di esalare il primo accordo, e il rammarico di chi lo strumento lo ha acquistato, solitamente, è pari alla soddisfazione di non aver speso cifre esose per un evidente un capriccio passeggero.

Il fatto è, però, che uno strumento di pessima fattura non agevola affatto l’apprendimento, anzi molto spesso ne ostacola il percorso, rendendo difficile ciò che è semplice e impossibile ciò che è difficile. Ecco che al primo barrè anche i più volenterosi studenti potrebbero arrendersi, di fronte al dolore fisico e all’impostazione sbilenca che gli strumenti economici causano.

È vero che a volte il talento non viene fermato neppure da chitarre di compensato, ma è altrettanto vero che non sempre sono i più talentuosi a regalare musica raffinata, di conseguenza credo che vada tutelata la possibilità di riuscita di ogni mano, anche la meno portata, con un’accurata scelta del primo strumento e non con l’acquisto ottuso di una chitarra qualsiasi, purché economica.

Non dico certo che la “chitarra da studio” debba per forza essere uno strumento di liuteria, ma vero è che migliore è la fattura costruttiva della chitarra con cui si studia, migliore sarà il risultato dello studente.

Dall’altra parte, invece, c’è chi pensa che un cospicuo investimento corrisponda sempre e senza eccezioni al migliore strumento in commercio. Inutile dire che non è così. Più volte ho visto chitarre dal nome imbarazzante avere più personalità di chitarre rinomate.

È l’equilibrio fra il budget a disposizione e la qualità della chitarra la soluzione a cui aspirare.

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