La vera etimologia della parola amore è ignota. Il fatto che l’origine linguistica della parola più usata e probabilmente più bistrattata dagli uomini sia sconosciuta, per conto mio non fa che rafforzare il mistero che esiste dietro questa incredibile forza motrice e rinvigorire l’atto di fede che è necessario compiere per concedersi alle sue dinamiche e ai suoi incomprensibili meccanismi.

Per mesi non ho fatto che setacciare i luccichii delle innumerevoli ipotesi sulla sua etimologia, teorie affascinanti e strampalate, e ne ho respirato a fondo i significati proposti e i risvolti, restando ogni volta sorpreso e meravigliato, indipendentemente dalla loro reale veridicità.

L’ipotesi a cui gran parte dei linguisti danno più credito è quella che la parola amore derivi da amór-em, dal verbo amàre che sta per camàre, dalla radice sanscrita ka (desiderare, amare). I latini usavano la parola amore per intendere uno slancio istintivo e passionale, contrapposto a quello della ragione per cui usavano la parola dilìgere (da lègere [cogliere, scegliere]).

Tuttavia esiste anche l’ipotesi che la radice latina am, che tanto ricorda il suono onomatopeico am legato al cibo (come a dire: “ti voglio così bene che ti mangerei!”) o ami (madre), sia in realtà etrusca (la parola etrusca aminth significa “amore”). Tale radice, da cui pare derivi anche la parola latina amicius (amicizia), a sua volta dovrebbe derivare dalla parola ittita hamenk, che significa “legare, unire, congiungere”.

Un’altra teoria colloca invece l’origine della parola amore nella cultura egizia, sebbene se ne tragga la medesima accezione di attrazione di hamenk, ipotizzando che possa essere formata da a, prima lettera dell’alfabeto, il cui valore numerico è Uno e che quindi rappresenta l’Uno Divino, e da mer, radice che nell’antico Egitto esprimeva vari tipi di attrazione (affinità, desidero, amore) e tutto quello che portava due esseri ad unirsi, come due poli di un magnete. Non è un caso che gli antichi egizi chiamassero le piramidi Mer, prima che i greci la nominassero “piramide” (da pira [fuoco]), una sorta di magnate che unisce cielo e terra. L’amore dunque, secondo tale ipotesi, è l’Uno divino che ogni cosa collega e che tutto collega a sé, in qualsiasi direzione.

Pare che anche il nome Maria (dall’ebraico Maryàm [principessa]) derivi direttamente dal nome egiziano Meri (che ha in sé la radice mer) e io trovo che questa sia un’eventualità davvero commuovente, considerato il ruolo che la madre di Gesù ha avuto nel Vangelo. Da notare che in Egitto mer è anche omonimo di sofferenza, come a dire che un amore distorto può provocare dolore.

Esiste poi la convinzione, in realtà rigettata da molti linguisti, che amore derivi da a-mors (composto da a [alfa privativo greco] e dal termine latino mors [morte]) che vuol dire “senza morte”, un po’ come accade per le parole morale e amorale, quindi l’attaccamento forte e viscerale alla vita. Nei quattro Vangeli Gesù si riferisce con il termine hesed ad un’amore nuovo che avrebbe vinto la morte, tradotto poi in greco con agapè (composta da aga [molto], apo [moto che si sposta da una persona ad un’altra] e ao [termine che indica una situazione] e che vuol dire “darsi per creare uno stato nuovo nell’altro”) e in latino con caritas, davvero lontanissimo quest’ultimo termine dall’atto di allungare due monete ad un mendicante, che nel tempo ha poi assunto.

Riflettendo su tutte queste affascinanti ipotesi etimologiche, alla fine di questo breve ed emozionante viaggio linguistico, l’accezione che tende a definirsi della parola amore non è certo quella stucchevole ed egoistica che gli attribuiamo noi tutti i giorni, ma quella di una fortissima, profondissima e magnetica attrazione, che ha sempre una natura spirituale ma non necessariamente o esclusivamente carnale, del tutto istintiva e passionale e che dunque poco ha a che fare con la ragione, di cui il Divino è generatore, compimento e garante, capace di creare nuova vita e di conservarla, potenzialmente per sempre.

Non so se mi sono avvicinato al suo reale significato, ma in verità è quello in cui io voglio credere.

4 1.05 K

4 thoughts on “L’affascinate viaggio tra i luccichii della parola Amore

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

  1. Angelo 5 anni ago

    Assenza di morte per cui tutto è vita ! Di fatti la quantistica ha dimostrato l’assenza del buio per cui tutto è luce, tutto è vibrazione e tutto è libero di scegliere se darsi, come il sole, o trattenersi come un buco nero. Grazie Luca 😉

  2. AllyBrio 4 anni ago

    Grazie per aver condiviso la tua ricerca 🙂
    Ma non è che passeresti le fonti che hai spulciato in materia? Anche io voglio fare il viaggioche hai fatto tu!

    1. Luca Francioso 4 anni ago

      Ciao AllyBrio, grazie a te per averla letta. Quanto alle fonti, mi avvalgo sempre di Etimo e Una parola al giorno, incrociando le loro informazioni con materiale recuperato in rete, di cui però raramente conservo il link. Ogni viaggio è personale e in effetti ognuno deve fare il suo, ma sono felice che tu abbia percorso il sentiero del mio, leggendo le mie parole. Ti auguro il meglio. A presto.

  3. Christophe 3 anni ago

    Ciao luca, grazie per queste delucidazioni.
    Per quanto possa pensare
    l amore e la forza motrice universale..
    Se ti capita leggiti questo libro,
    Il libro di vita dell agnello
    Lo trovi in pdf su internet
    Ciao e