Se un uomo di sé dice pubblicamente
di essere Vita, Via e Verità
o è un folle impostore o lo è veramente,
non vi è altro scenario o opzioni a metà.

Se lui è un ciarlatano ne ignoro i vaneggi,
che gesta e precetti son certo impudenti,
se poi dice il vero ne accolgo le leggi
e accetto sia fonte di tutti i viventi.

Gli credo malgrado le austere sciocchezze
compiute dai suoi perché io mi convinca,
non è necessario accertarne prodezze
o che una dottrina mi plagi e poi vinca.

Che è un alibi astuto ridurre la fede
a un dono esclusivo che arriva e possiedo,
non è mai passiva una brama che incede:
per credere scelgo, per scegliere credo.


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