Questo non è un libro, è una testimonianza. E affrontarne la lettura non è soltanto leggere, ma è un’esperienza.

La testimonianza di Massimo è intima e sincera come una confidenza, intensa e accurata come una confessione, sospinta e appassionata come una dichiarazione. Le sue parole, sempre molto attente e misurate, sono quelle di chi è stato sul campo, di chi ha una storia sulla fronte e la terra sotto le scarpe, di chi ha mappato i suoi piani di fuga sui tracciati delle sue cicatrici, e in un mondo che troppo spesso si confonde tra il “sentito” e il “sentito dire” non è certo poca cosa.

Massimo fissa su carta una vita intera: spiega, indica e narra di sé con l’evidente intento di distillare da ogni sua singola scelta personale e professionale possibili chiavi di lettura che favoriscano il compimento di obiettivi altrui, con la costante premura di non essere frainteso, poiché il consiglio, ancor più l’esortazione, genera circospezione, inevitabilmente.

Nessun ricettario o formulario, dunque, né ciarle da imbonitore per smerciarne i rimedi, soltanto suggestioni, interpretazioni, idee, quesiti, proposte e percorsi eventualmente da accogliere, che Massimo sintetizza, dispone e pianifica con la medesima attitudine con cui elabora i suoi metodi di didattica musicale.

Così come nei suoi manuali, si prodiga in una lucida e accurata analisi di dettagli di vita intimi e circostanti, suggerendo ragioni e procedimenti di certo opinabili, tuttavia coerenti, per ottimizzare il moto di un’idea lungo la sua evoluzione: nessuna idea può diventare un obiettivo se prima non è stata un sogno.

L’esperienza della lettura di questo libro è attiva e dinamica, non è circoscritta al consueto flusso di informazioni da recepire: le storie di vita raccontate e le chiavi di lettura proposte generano in chi legge, immediatamente e inevitabilmente, lo stimolo di soluzioni alternative per i propri progetti, non soltanto quelli ancora aperti, ma anche quelli da aprire e addirittura quelli già chiusi da tempo.

Testimonianza ed esperienza, dunque. Questo libro è la trascrizione di un incontro che si deve ancora compiere, un incontro a distanza di tempo e di spazio tra chi scrive e chi legge, le cui pagine diventano, mentre le si sfogliano, il confortevole salotto di un confronto.


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