Mi piace pensare alla scienza come al libretto di istruzioni della spiritualità.

È evidente che non possiedo alcun riscontro empirico a sostegno di questa teoria, simile più a una ingenua inclinazione, romantica per certi aspetti, tuttavia amo credere che sia così.

Che la rigorosa perfezione di numeri, formule ed equazioni possa descrivere a regola d’arte non solo le dinamiche complesse di un mondo tangibile ma anche i moti reconditi di un mondo intangibile, la trovo più che sensata come possibilità.

Di chi è la colpa di una tale persuasione? Della musica. La causalità che stabilisce fra concreto e astratto è reale, strabiliante. I numeri diventano emozione e tutti sembriamo accettarlo. Se ci fermassimo ai rapporti matematici che intessono il linguaggio musicale per l’incapacità di formulare equazioni che spieghino la commozione che germoglia dalle note, la musica resterebbe una disciplina scientifica, nulla di più.

A me, questa connessione, basta. È un manifesto di cui mi fido. È un’esortazione a predisporsi.

Scienza, musica e spiritualità, dunque. Così, in quest’ordine. Perché la musica è lì in mezzo, fra terra e cielo, per congiungerne le sponde e aprire il passaggio a un percorso a tappe sapientemente messo a punto dalla vita, l’evoluzione formativa di un’unica pulsazione, risonante, commuovente.

Questo libro ne parla. Lo fa con delicatezza e competenza. Tra numeri, note e riflessioni si avverte l’ardente desiderio di Elena e Renato di rintracciare quel battito per sincronizzare i passi della loro personale ricerca.

Elena è un’anima curiosa, appassionata, profonda. Fa dell’amore per il canto e per la vita un intreccio di esperienze da condividere. Nei concerti, nell’insegnamento, in questo libro. E lo sa fare bene. Il suo racconto è un fiume in piena, un flusso di parole che vibrano, avvincono, che nel suo mondo di voci e frequenze, silenzio e introspezione, ci sospingono.

Renato è un cuore puro, umile, sensibile. Arguto osservatore e abile divulgatore, sa rendere semplice e leggera la storia più intricata, a volte con sagace ironia, senza mai smettere di testimoniare un instancabile fervore per la scienza e per la musica.

Benché con stili e sensibilità differenti, i due artisti hanno redatto la mappa di un itinerario rivelatore, i cui contenuti sono argomentati con maestria. Io ne ho seguito il tragitto, pagina dopo pagina, percependo le palpitazioni di una condivisione quasi urgente, tuttavia sempre lucida, capace di stupire e coinvolgere. In grado, per di più, di corroborare l’azzardata convinzione che la scienza è un complicatissimo e stupefacente trattato didattico sulla spiritualità, la cui decodifica da parte dell’essere umano è appena all’inizio.


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