Scala cromatica per uscita di sicurezza (Velut luna, 2000)
Speciale | Indice

Filastrocche di Pippo Ruiz
Ispirate ai quadri di Massimo Maria Carpinteri

Il sognatore siderale
non vedo che stelle,
dottore,
in ufficio
per strada
in macchina poi
è uno sballo davvero:
mi sembra
di stare a giocare
alle guerre stellari,
e invece è vero, lo giuro,
è tutto vero, dottore:
un lampo
una luce
ed ecco fiorisce
un intero universo:
le strade
galassie,
i lampioni
costellazioni,
le case
pianeti
e mi muovo felice
nel vuoto
che non è così scuro
mi creda, dottore,
c’è luce persino
nel buco più nero,
e com'è bello vedere
le cose di prima sparire
salutarle per sempre
mentre attorno
fioriscono soli,
è così lieve
lasciare che il buio
- che non è così buio,
le dicevo, dottore -
trascini con sé
tutti i sogni sprecati;
poi mi tocca tornare
e a casa
mia moglie mi sgrida,
in ufficio
mi ridono dietro
perché porto vestiti
macchiati di stelle,
i capelli bagnati
di brine lunari,
nebulose negli occhi...
ma... che dice, dottore?
davvero vorrebbe...?
ma certo...
per sapere com'è
dovrà venire con me...
non abbia paura,
mi tenga la mano...

L'ospite inatteso
venti trenta quaranta
non mi tornano i conti
eppure ancora la gallina canta
ma chi se ne importa:
ho perso le rime
ho perso le rime
bambini guardate
che fine può fare
un uomo che a stento
riesce a sognare
a dire parole
che nascono morte,
son chiuse tutte le porte
e là dietro voi tutti
aspettate impazienti
guardate stupiti
e chiedete agli amici
quand'è che comincia
la festa del verbo
quand'è che fiorisce
la bella stagione
intanto fa freddo fa freddo
è in inverno il mio cuore

ma ecco... un'ombra
mi appare ridente,
affiora una pinna
e poi lei tutt'intera
riempie la stanza,
è placida e fiera,
il muso sorride,
mi parla parole
segrete e il cuore
scompiglia, rinasce
l'amore, il verso
si muove alle labbra,
è lei è lei,
la mia musa gentile
che vola leggera
nella notte serena:
balena!
balena!!
balena!!!

Altalena altalena!
ignoto a me stesso
mi perdo
e mi trovo
avanzo
e ritorno
ma è bello
l'andare
com'è bello
il tornare:
c'è un bambino
che aspetta
alla fine
del giro
e rimane
a parlare
con l'ignoto
che appare
e quell'altro
che ancora
non c'è:
bambino
bambino
sei l'unico me
che solo conosco,
il resto di me
è andato lontano
persino la mano
che adesso ti scrive
ben poco ricorda di sé;
tu vedi, bambino,
quant'è lieto
lo sguardo
che si posa su te;
tu rimani,
continua
a parlare,
mi culla
il tuo canto,
sei la voce
che dentro di me
ancora riesco
a sentire;
tu rimani,

continua
a sognare
fin dentro
il mio sonno
più chiuso:
rimani, bambino
rimani bambino...

Il collezionista di angeli e cornacchie
ne manca uno,
serafino
cherubino,
che sarà,
non ricordo più,
che brutta l'età...
era qua,
sul sofà
tra la nuvola bassa
e quel cirro laggiù,
mah, tornerà...
se non vola più giù
tra gli uccelli a Malibù:
è la sua vanità
sfilare tra passeri inermi
e cornacchie ciarliere
frullare
beccare
tubare
assaporare
il candore
e lo stupore
di quei poveri uccelli
e poi distendere l'ali
e sparire nel blu...

serafino
cherubino,
che sarà,
non ricordo più,
che brutta l'età...

Aquile e aquiloni
un tempo la gabbia
che ora vedete
signore e signori
era un'azzurra prigione:
vi sembra piccola, è vero,
invece cullava
uccelli canterini
che fingevano furbi
di avere rimpianti
e ridevano forte
tra loro compagni,
rapaci gentili
rondoni e gabbiani
cornacchie in tutù
pellicani distratti,
giocava con loro
un certo aquilone
che non ne voleva sapere
di stare a volare
pensava che in fondo
la vita era bella
vista così da vicino
nel grembo tracciato
da sbarre giocose:
ma un giorno
il filo leggero
che teneva la gabbia
sospesa nel cielo
di colpo si ruppe
e l'omino che
i nidi accudiva
disperato cercò
gli uccelli volati
l'aquilone perduto
e camminò camminò
chiedendo notizie
dei suoi prigionieri
che la vita
rendevano lieta.
Disperato cercò
ma nessuno
ne seppe più niente
e lui si smarrì
perdette il suo cuore
restava per ore
seduto a fissare
la bella prigione
che non più consolava
i suoi giorni presenti.
Disperato cercò
finchè un giorno
si fermò,
rinunciò:
così, d’improvviso,
tutti, tutti li ritrovò.

I musici incantati
questa è la mappa
dei nostri desideri
e questa è la chiave
che li avvererà,
ma è una chiave di sol
va bene lo stesso?
ma certo ma certo:
vuol dire che il filo
che insieme li lega
(i desideri
e finanche i pensieri)
dentro le note
si scioglierà
e sarà cantando
che tutte le cose
(della vita, del mondo)
insieme si terranno
e un senso troveranno
come le note
che adesso
fioriscono in cielo
e si vanno a comporre
sul pentagramma del cuore
ed ecco che il dramma
d'esserci e svanire
diventa una musica dolce
una bella canzone
un antico melisma:
che bella la vita,
e soave il momento...

Il gioco-fuoco
se ami
ti perdi
se lasci
ti sprechi
se resti
ti spegni
se parti
svanisci
ovunque tu vada
il fuoco è con te
filastrocca
del cuore
filastrocca
del dolore
filastrocca
del dare
filastrocca
del fare
non c’è che
guardare
le fiamme le luci
aspettando
che il buio
le porti con sé
filastrocca
dell'apparire
filastrocca
del disparire

L’uccellatore è tornato
lasciatemi sognare
lasciatemi sognare,
prometto che poi
vi verrò a trovare:
in mezzo ai boschi
e a prati e fiori
canterò per voi
canzoni et amori
e gli elfi di voi
i segreti sapranno
e le paure i rancori
e su tutto i folletti
sospiri e sorrisi
come miele spalmeranno:
più lieto allora
il sonno si farà,
più chiaro il risveglio,
più ardente la vita
e l'uccellatore saprà
tutte le belve cacciare,
le belve del cuore
e i lupi della mente,
tutti, tutti
dalle nere foreste
lontano partiranno
e con l'anima bianca
tornerete contenti
ai sogni, alla vita
leggeri, ridenti.
Ma ora vi prego
lasciate che sogni
i vostri colori silenti,
l'arcobaleno muto
del vostro povero cuore:
prometto che poi
troverete l’amore,
troverete l'amore.