Schizzi su carta (Velut luna, 2002)
Recensioni | Indice

29 Settembre 2002
"Audiophile sound", Simone Bardazzi

Giudizio artistico: ottimo-eccezionale
Album interessante e ricco di fascino questo "Schizzi su carta", scritto e suonato da Luca Francioso. Si tratta di un cd che può fregiarsi di avere un bellissimo booklet, dal gusto quasi leonardesco o buontalentiano, impreziosito dai disegni originali del pittore Giovanni Canova. Francioso, romanziere e chitarrista acustico, è un musicista ricco di talento e d’ispirazione, che si muove sulla linea d’onda di John Fahe, Richard Thompson, John Renborun, Tim Sparks e Michael Hedges. Pur sempre rimanendo lontano dai terriotori pericolosi e troppo uniformanti della Windam Hill. Sicuramente non si tratta di un musicista dal gusto italico, ma di un musicista dai gusti aperti ed innovativi. Francioso, novello Stefan Grossman, è un eccellente chitarrista fingerpicking, che è riuscito a dominare la voglia dirompente di sperimentare del suo primo album con la formazione dei Caniarcani, per concentrarsi su uno stile diretto, funzionale, ma al contempo poetico e minimale. Nessuna concezione alla tentazione del tecnicismo, ma un’ossessiva attenzione alla apparente semplicità, che racchiude in sé un’esecuzione eccellente ed uno stile ormai maturo. Ci sono molti ospiti in quest'album, che entrano ed escono di scena in punta di piedi, senza turbare il percorso solista di Francioso, quasi come dei tranquilli e solidali compagni di viaggio. Non si tratta, comunque, di un punto d’approdo, ma quasi di un porto da cui salpare per continuare a veleggiare verso lidi lontani ed imervi. Il fatto, poi, che uno dei brani sia intitolato "Haiku", la dice lunga sul concetto di tempo e di spazio presente nelle composizioni di Francioso, che cercano tutte quante di compattare emozioni ed esigenze comunicative nel ristretto spazio di due / quattro minuti. Un pregievole sforzo compositivo, che sembra essere mutuato dallo stile del romanzo breve di Raymond Carver, capace di addensare un intero universo espressivo in poche pagine.

Giudizio tecnico: ottimo-eccezionale
Eccezion fatta per qualche intervento sonoro pre registrato (rumori di fondo, treni che passano, ecc.), che trovo poco interessante, il sound complessivo di questo cd è realmente di alto livello. La chitarra di Francioso, una Taylor con corde d’addario, spicca per definizione e naturalezza, oltre che per avere un suono ben equilibrato e ricco di dinamica. L’ambiente di questo lavoro è piuttosto profondo, uno spazio che avvolge la chitarra in maniera dolce e vellutata, anche se talvolta tende ad essere un po’ eccessivo. La ripresa effettuata in diretta e senza overdub giova in maniera incredibile alla purezza dell’esecuzione, che viene restituita in tutte le sue sfumature e con tutta la sua energia. Il suono particolarmente brillante e squadrato, ma ricco di corpo, è una caratteristica della Taylor di Francioso, particolarmente accentuato dalle corde, una scelta esaltata dalla disposizione dei microfoni e dallo stile di questo strumentista. Si apprezza, inoltre, l’eccellente bilanciamento fra note acute e gravi, che a dire il vero è solitamente un’altra prerogativa di questa marca di strumenti, ma che Lincetto ha saputo preservare nell’incisione e restituire nel presente cd. Il dettaglio e la dinamica giocano, quindi, una parte determinante in questa produzione, dal momento che la tecnica fingerpicking richiede queste caratteristiche di esecuzione. Un album caratterizzato da un suono molto fisico e poco etereo, in contrasto con molti prodotti mainstream degli anni ottanta, di cui parlavamo nel giudizio artistico. In questo "Schizzi su carta" si apprezza la fisicità della chitarra e la decisione nell’esecuzione, con le sue luci e le sue ombre, ma con la freschezza di una certa naivete stilistica.