26 Febbraio 2004
"Il Gazzettino di Padova", Renzo Stefanel
Luca Francioso è quel che si dice un artista poliedrico. Scrittore ("Ad un passo", "La retta è un cerchio che non si chiude mai", "Luomo era"), ma soprattutto chitarrista virtuoso. Che domani sera al teatro comunale di Vigonza, alle ore 21,30, presenta la sua seconda fatica discografica, "Luoghi", a due anni dal precedente cd "Schizzi su carta". Durante la serata interverranno alcuni ospiti, a partire da Reno Brandoni di "Fingerpicking.net", etichetta del cd, per proseguire con il violinista Anania Maritan, il percussionista Matteo Pajusco (Unanima band) e per finire con il talentuoso chitarrista calabrese Domenico Calabrò. Disco imperdibile per i cultori della chitarra (che venerdi ne troveranno gli spartiti a prezzo promozionale), ma, sebbene strumentale, in grado di emozionare e colpire anche i "comuni mortali". Bisogna dire subito che la straordinaria abilità tecnica di Francioso non diminuisce lispirazione, come di solito accade, ma la esalta fornendole capacità espressive proibite ai più. Tanto che verrebbe da dire che Francioso non suona. Ricama. Melodie e armonie dal sapore antico ma dal valore eterno si rincorrono lungo la sua tastiera della sua sei corde. È notevole pure lampiezza dello spettro sonoro che riesce a evocare, grazie alle risonanze dello strumento. E laddove la chitarra non basta, ecco spuntare trombe, contrabbassi, violini a raccontare le storie delluniverso profondamente spirituale di Francioso. Mai banale, capace di piccole semplicità inventive che emozionano (come lo spegnersi della melodia alla fine di "Camelia"), la musica di Francioso sfugge alle facili catalogazioni. Si possono ipotizzare un Nick Drake o un Damien Rice strumentali. Ma la sensazione è che Francioso componga la colonna sonora di un film che non cè, e una signora colonna sonora. Potrebbe essere una strada da tenere in attenta considerazione.