18 Settembre 2006
"Folk Bulletin", Sergio Palumbo
Di Luca Francioso, chitarrista fingerpicking padovano di scuola moroniana, avevamo già apprezzato il precedente "Argile" e la vocazione all'interdisciplinarità. Là, insieme alla musica, era la danza. Qui, meno prevedibilmente, la prosa. Un romanzo, un breve romanzo interiore su una crisi di coppia che diventa emblematica di ricerche esistenziali, in un crescendo di tensione ben resa dalla scrittura volutamente ansiogena che è la cifra stilistica che Francioso preferisce. Poi il finale, che non riveliamo, ci lascia un po' interdetti per la ambiguità e gli interrogativi irrisolti, ma forse non è sempre così la vita? Il Cd allegato, di cui si suggerisce l'ascolto durante la lettura del romanzo, non è didascalicamente corrispondente al contenuto del libro e ha un tasso ansiogeno minore, nonostante certa indiscutibile ripetitività dovuta non a mancanza di creatività o a carenza di soluzioni tecniche ma a una precisa scelta artistica dell'autore, che preferisce muoversi in un ambiente melodicamente molto raccolto, lasciando agli ospiti (soprattutto Francesco Ganassin all'ocarina) il compito di spaziare con timbri e respiri differenti. Il disco vede l'amicale partecipazione di altri Calicanto, come Roberto e Giancarlo Tombesi (rispettivamente mandola e contrabbasso) e il percussionista Paolo Vidaich, per la produzione artistica (e non solo) di Claudia Ferronato, e di Matteo Pajusco all'udu, per una coralità sempre meno inconsueta nel mondo della chitarra, auspicabile reazione al deprecabile processo di autoreferenzialità in atto da diversi anni. Il romanzo si legge volentieri, il disco si ascolta e riascolta con piacere: cosa chiedere di più per un paio d'ore fuori dal mondo?