18 Agosto 2002
"Bluestime.it", Roberto Menabò
Chitarrista bravo e crepuscolare Luca Francioso con questo suo ultimo lavoro, e primo come solista dà l'esatta misura della sua tecnica e capacità compositiva che privilegia una sonorità tonda e soffice, a cavallo tra nuovi suoni e ritagli di velluti. Senza esagerare e senza intorpidire la venatura melodica Luca lascia che la chitarra esplori le nuove sonorità con passione ed entusiasmo trasudando di una tensione che è difficile trovare in questo genere e soprattutto fra i giovani chitarristi acustici più interessati alla meraviglia tecnica piuttosto che alle dinamiche ed al colore del suono. Certo Luca è giovane e avrà ancora molto da dire, la sua maturità stilistica, rispetto al precedente album insieme a quell'interessante e particolare ensemble che erano i Caniarcani, è evidente; qui lo troviamo più completo e pronto ad affrontare le insidie, ma anche le aperte sonorità della chitarra acustica. Quindici tracce a cavallo fra diversi stili e sonorità, in particolare "In viaggio" che rimanda alla mente "Angie" del grande Bert Jansh, e ancora la verve e la carica di "Mind the gap" o la dolce "Carfon" che si staglia regina dell'album.