13 Dicembre 2005
"ViLorenz Project", Lorenzo Masenello
Seguo con attenzione e piacere il lavoro di Luca Francioso da più di un anno, e devo riconoscere che in ogni occasione, a partire dal bellissimo "Luoghi" (2004) fino all'affascinante "Argile" (2005), passando per qualche notevole esibizione live, sono sempre rimasto colpito dalla capacità del nostro artista di comunicare emozioni con apparente semplicità ed immensa classe sullo strumento. L'annuncio di questo nuovo lavoro mi ha un po' spiazzato, sia in quanto arriva a brevissima distanza da "Argile", sia per l'originale veste, che prevede la penna unita alle corde, in un unico contenitore artistico.
Scrittura e musica sono da sempre due componenti vicine nell'arte di Luca, e spesso si sono reciprocamente influenzate ma senza mai arrivare a confluire (con esclusione della canzone "O' mar", in chiusura di "Argile"). Per contro, su "The Show" i due strumenti espressivi sono legati in modo imprescindibile, tant'è che anche la forma di proposta al pubblico prevede che il romanzo ed il cd siano acquistabili unicamente insieme, in un unico raffinato contenitore.
"The Show" è un lavoro "importante", che per essere compreso e goduto pienamente merita un approccio approfondito ed attento. Qui non ci troviamo di fronte a musica o lettura adatti ad accompagnarci in qualche momento di evasione; qui ci troviamo di fronte ad un "concept". E come tutti i "concept" anche questo nasce dall'esigenza di raccontare qualche cosa di forte, di comunicare qualche cosa di rilevante. E in questo caso la "cosa forte", la "cosa rilevante", è lui, è Luca stesso, che nel suo "alter ego" Francesco Ortes unisce tutte le sue ansie, le sue paure, le sue paranoie, le sue aspirazioni ed ambizioni artistiche, alle difficoltà di comunicare che si verificano ogni momento in contesti dove si ergono forti barriere, sia personali che professionali, con tutto il carico di frustrazione che riviene dal confronto quotidiano che ne consegue.
Il libro si legge d'un fiato, sia per la fluidità e linearità di scrittura, sia per l'incedere del racconto. E alla fine ci si ritrova storditi e coinvolti, perché gli innumerevoli spunti di riflessione che ne derivano ci evidenziano storie, stati d'animo, situazioni che tutti noi abbiamo vissuto o provato qualche volta nella vita, in un incedere sospeso tra ansia e speranza, che sono in definitiva i due temi che "in background" attraversano ed uniscono tutto il libro.
A questo punto entra in scena la musica, sulla quale in se ci sarebbe poco da dire (in positivo si intente!) visto che si posiziona sulla matrice lirica ed evocativa a cui Luca ci ha ormai abituato e viziato nei precedenti lavori. Ma i quattro brani del disco, ascoltati tenendo fresche nella mente le immagini rivenienti dalla lettura del libro, assumono ben altro spessore e fascino, arrivando a "scavare" dentro la nostra sensibilità. Lasciamoci così andare alla dolcezza di "Speranza" (ma perché poi non è stata messa alla fine?), al canto disperato di "Joe", al soffuso incedere di "Alchechengi" (grande lavoro alle percussioni di Matteo Pajusco), alla poesia di "The Show", quest'ultima impreziosita dal contributo dell'acoustic band "Calicanto".
"The Show" è un lavoro che merita rispetto ed alta considerazione, in quanto il nostro artista si è speso al 101%, con assoluta onestà e trasparenza. Consigliato a chiunque desideri approfondire la conoscenza di Luca Francioso come uomo oltre che come musicista, e consigliato, come citato peraltro nella dedica del libro, "a tutti gli artisti alla ricerca"… E non solo agli artisti…