7 Aprile 1998
"Il Naviglio", Irene Favaro
Perché ci sono uomini diversi con storie diverse, con fedi diverse, se poi alla fine i sentimenti e le emozioni si eguagliano sempre?
Probabilmente perché siamo noi a voler definire situazioni o stati di cose che in realtà diverse non sono. È questo che il giovane Marco capisce nel suo incontro con Dio, un Dio che gli assomiglia in tutto, anzi si propone come la sua immagine speculare; ma proprio perché è speculare, quell'immagine nasconde ciò che la rende unica, suprema e indefinibile. L'amore come l'odio, la felicità come il dolore, sono sentimenti che anche Marco prova, benché lui si senta diverso agli occhi dei suoi genitori e di tutti coloro che non accettano situazioni al di fuori del loro schema di vita. Agli occhi del "Supremo", però, non esistono i diversi, è la parola stessa a non esistere, perché lui ama tutti nella stessa misura, in egual modo, e si ci riesce Lui
Luca Francioso riesce a descrivere, in un viaggio introspettivo, tutti i punti fondamentali di uno dei temi più discussi tra le utlimi generazioni, proponendo un racconto originale dal disegno nuovo e allo stesso tempo ricco di signicati intensi.