7 Febbraio 2005
Dal sito "Accordo.it", Giovanni Pelosi
Nel ringraziarti, Lauro, per la citazione (spropositata!), mi precipito a tarda ora a risponderti, perchè solo ora ho potuto ascoltare l'opera completa, arrivata ieri ma ricevuta oggi (non ero "sul posto").
Come al solito, quando si tratta di Luca, ho detto ascoltare, ma avrei dovuto prima dire "vedere", e sto parlando solo dell'aspetto esteriore del cd, purtroppo non ancora dell'opera nel suo insieme, coreografico e musicale.
Luca, infatti, rappresenta piuttosto singolarmente una specie di uomo rinascimentale del nostro tempo, e non sarei del tutto sorpreso se, volendo mai cambiare la sua bella Lanaro dedicata, la sostituisse con uno strumento fatto da lui stesso.
La cura personale che dedica alle composizioni, alle esecuzioni, "se capita" ai testi, alla copertina, alla registrazione (anche se qui si è affidato, come già in passato, ad un maestro come Marco Lincetto), nonché la sua opera, che spazia in varie forme d'arte, richiamano veramente quegli artisti che prima si progettavano la chiesa e poi l'affrescavano, e poi scolpivano qualche capolavoro da metterci dentro.
Non voglio adulare Luca - è giovane e, nonostante abbia le idee chiarissime già da tempo, sa di avere tanta strada da compiere in tutti i mondi che affronta. Però, il suo valore e la sua crescita sono sotto gli occhi di tutti.
Sono ansioso di poter assistere allo spettacolo, sia perchè vorrei conoscere la fonte d'ispirazione di questa notevole opera musicale, sia perchè sono abituato ad ascoltare il miglior Luca in concerto.
Tornando al disco, gli aggettivi che mi vengono in mente sono "intenso" e "suggestivo", e credo che ciò corrisponda alle intenzioni del Nostro.
Bravo Lauro per le interviste, bravo, al solito, Luca!
Ciao
Giovanni