4 Dicembre 2002
"Chitarre", Daniele Bazzani
Seconda uscita discografica per Luca Francioso, ma questa volta quasi completamente da solo, con quindici brani originali per chitarra acustica, le cui note di copertine riportano una bella presentazione di Franco Morone, suo maestro e ispiratore. Artista eclettico (è anche scrittore di due romanzi), Luca riflette il suo amore per l'arte anche nell'elemento che diventa il filo conduttore del disco: per ogni brano il pittore Giovanni Canova ha eseguito un disegno ispirandosi alla musica che ha ascoltato e l'insieme risulta davvero suggestivo.
Il disco è pervaso da una malinconia di fondo che è particolarmente evidente in momenti come "Rumori di fuori", brano in cui Luca è accompagnato da una sezione di archi. Il bel suono della sua Taylor 812ce è perfettamente riprodotto dalla registrazione (a 24 bit, 96 kHz) che l'etichetta ha curato personalmente ricercando la sonorità dell'ambiente.
La tecnica di Luca è completa, fatta di pizzicati, arpeggiati, armonici e perscussioni sul corpo della chitarra (non ne siamo certi, ma sembra escluso l'uso dell'accordatura standard a favore di accordature aperte). Su brani come "Aspettando che torni il sereno (2)" risulta abbastanza evidente l'influenza di Michael Hedges, ma ciò che prevale è la composizione, lo stile personale che lega tutte le tracce del disco: Luca è italiano, e si sente. Molto bello il brano di apertura "La tempesta" ed il secondo "In viaggio"; si cambia completamente atmosfera con "Aspettando che torni il sereno (1)" e l'ascolto prosegue senza intoppi. Su tutte citiamo "Mondo nuovo", "Gli occhi di Giulia", "Martino va a caccia di Lucciole", ma non c'è qualcosa che prevale realmente sul resto e questa è l'unica piccola critica che ci permettiamo di muovere: sentiamo il bisogno della cosiddetta 'zampata', un affondo di quelli che non lasciano scampo a suggellare una prestazione di per sé già molto buona.
Classe '76 e una lunga strada davanti, buona fortuna Luca.