Schizzi su carta (Velut luna, 2002)
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4 Agosto 2002
"Il Gazzettino di Padova", Renzo Stefanel

Esistono emozioni che non sono appannaggio esclusivo di questo o quel genere musicale. Così il nuovo cd di Luca Francioso, "Schizzi su carta", primo da solista, edito dalla padovana Velut luna, pur essendo un disco di chitarra fingerpicking, ha parenti insospettati, forse allo stesso autore. È intimo come "Vespertine" di Bjork, arioso come la colonna sonora di "Lezioni di piano" di Michael Nyman, raccolto come il post-rock dei Red Worms Farm (per restare a Padova) più segreti.
E sì che si tratta di fingerpicking. Più che un genere, una tecnica chitarristica, nato dalla traduzione sulla sei corde dell'alternarsi di bassi e alti tipico del ragtime. In seguito, la tecnica ha abbandonato i confini della musica tradizionale nera, per essere accolta in ambito celtico. E da qui ha spiccato il volo per affrancarsi da generi definiti. Luca Francioso, calabrese trapiantato a Dolo, ne è uno dei maestri in Italia. E del fingerpicking dà la sua intepretazione particolare, visto che sotto le sue dita si incrocia con il contrappunto fondendo l'alto e il basso della tradizione musicale. È un disco, "Schizzi su carta", fatto di brevi brani, quasi tutti sui tre minuti. Schizzi, bozzetti, li si direbbe per la brevità. Ma invece disegnano un mondo compiuto di sensazioni che vagano nelle pieghe dell'anima come le dita di Francioso sulle corde della chitarra. E come le matite di Giovanni Canova nei 15 disegni, uno per canzone, che illustrano il cd. Che possiede una dimensione umbratile, illuminata da chiazze di luce che dardeggiano il terreno filtrando tra i rami. Che vive di emozioni sottocutanee e invernali, ibridate di sfumature calde, emozionali. In definitiva, un disco bello e profondo.