Argile (Velut luna, 2005)
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4 Luglio 2005
"Audiophile sound", Simone Bardazzi

Giudizio artistico: eccezionale
Molto probabilmente le musiche contenute in questo nuovo cd di Luca Francioso sono state composte ed incise senza pensare ad un'eventuale pubblicazione. Proprio per questo si respira un'aria di grande rilassatezza ed una certa libertà espressiva. "Argile", ovvero argilla in lingua francese, è la colonna sonora di un balleto della danzatrice Alessia Garbo. Sarebbe stato un vero peccato se queste musiche per chitarra e pochi altri strumenti fossero rimaste a prendere polvere negli archivi della "Velut luna". Francioso, infatti, dimostra in questo lavoro di aver compiuto dei passi da gigante, non solo come chitarrista, ma soprattutto come compositore. Rispetto al suo lavoro precedente, i brani appaiono più semplici, ma meglio strutturati, sebbene spesso tendano all'astratto. Il filo rosso che lega Francioso alla scuola di John Fahey e Leo Kottke, ma anche indirettamente a Tim Sparks, risulta sempre molto evidente, sebbene Francioso dimostri di aver trovato una via propria e ricca di fantasia.

Giudizio tecnico: buono-ottimo
Nonostante l'ottimo lavoro di Francioso, "Argile" non è una delle migliori incisioni della "Velut luna". Si tratta pur sempre di un'ottima registrazione, ma è priva di quella perfezione che si respira in molti altri prodotti della label veneta. L'immagine stereofonica, infatti, non risulta particolarmente pronunciata, così come la profondità d'ambiente appare troppo scarsa per gli standard dell'etichetta di Lincetto. Il dettaglio comunque e di grande livello, con la chitarra ben definita e correttamente bilanciata. Si apprezzano tutte le sfumature dell'esecuzione, pur non avendo mai l'impressione di trovarsi davanti ad un dettaglio iperanalitico. La dinamica è di buon livello, anche se questo credo sia un difetto da imputarsi all'esecuzione di Francioso, forse poco attenta ai contrasti fra pianissimi e fortissimi. Il mix con gli altri strumenti nel brano "Racconti d'acqua", invece, tradisce in maniera incontrovertibile l'impressione di un lavoro di overdubbing, che mette a rischio l'immagine sonora e la naturalezza di tutto il cd.