Metin & Kemal Kahraman, "Ferfecir"
Dopo la prima guerra mondiale, la minoranza etinica dei Kurdi si ritrovò divisa tra quattro stati, tra cui la Turchia. Qui, nonostante i trattati stipulati per garantire dignità pari alla popolazione turca, i Kurdi si ritrovarono ben presto inglobati a forza in una cultura che non era la loro, ma che doveva diventarlo a tutti i costi. Il carcere e la tortura (anche fino alla morte), vengono tuttora messi in pratica per chi si dichiara Kurdo, per chi parla o scrive in Kurdo e, naturalmente, in questo quadro surreale, scrivere e cantare canzoni in Kurdo e che parlano di libertà è considerato un crimine. Molti sono costretti a scappare e chiedere asilo politico in altri stati, come l'Italia, la Germania, quest'ultimo il paese che ha il più alto numeri di Kurdi in Europa. I fratelli Kahraman, di Dersim, prima di essere due musicisti di grande talento e qualità, sono due uomini costretti a lottare, come tanti, per la loro diginità e per la loro identità culturale, quasi cancellata nel corso degli anni. Essendo la musica il ponte comunicativo il più rivelante, ma anche il più esponente, Metin e Kemal esprimono attraverso le proprie melodie la propria forza e tutte le sofferenze, incarcerazioni e torture che ne hanno segnato lo spirito. Dal loro primo album, uscito nel 1993, all'ultimo datato 2000, si sono impegnati a diffondere la propria cultura, a cantare la libertà in zaza e in Kurmanci (dialetti Kurdi), forse cercando di lenire almeno in parte anni e anni di persecuzioni. Il lavoro più sentito ed emotivante più intenso, probabilmente perché la musica parla più delle parole, è il loro unico album quasi interamente strumentale. Il titolo è "Ferfecir", del 1999. Nove brani che sembrano raccontare storie, che disegnano dei quadri di vite, solitudine, buio, speranza. Attraverso gli strumenti suonati come se fossero inchiostro che scrive sulla pelle, i fratelli Kahraman e la loro band, essenziale ed acustica, sembrano voler condividere ricordi e fotogrammi di momenti emotivamente carichi e forti, impregnandone ogni singola nota, ogni singolo accordo, ogni frase suonata, le poche parole cantate.
Seppure con un po' di difficolta, questa musica viene diffusa anche in Turchia, ma come è facile immaginare non è di facile reperibilità (ennesima nota non nota). Esiste un sito internet e un numero da chiamare per ascoltarla. Il web è: http://members.tripod.com/mkkahraman, il numero invece è: 00447884447017.
Per una magia che forse non capiremo mai, nonostante le lingue differenti e le diverse culture, la musica conserverà sempre il potere di avvicinare le distanze e di arricchire. Anche se vietata.
L. F.