Passa-Parola, Note non note
Novembre 2001 | Indice

Will Ackerman, "Sound of wind driven rain"
La semplicità è la dimora della bellezza e la bellezza emoziona. È difficile da spiegare, ma non da percepire. Le cose semplici sono le più efficaci perché percorrono la strada più breve per arrivare a destinazione, e la destinazione siamo noi. Quando un'opera d'arte ci investe, meno strada percorre meno forza perde, e più forza ci arriva addoso e più ci emoziona.
Will Ackerman è un chitarrista di straordinaria semplicità, un artista quindi emozionante e il cd "Sound of wind driven rain", uno dei suoi lavori più intensi datato 1998, sceglie un percorso diretto ma discreto per arrivare alle orecchie di chi ascolta, come se non si volesse sciupare durante il viaggio, come il vento che porta la pioggia. Già il titolo, infatti, e la leggerezza grafica del lavoro sono l'atrio di uno spazio semplice, un luogo scarno di tutto ciò che è inutile. La musica che vi suona dentro appare realmente come l'aria che si respira prima di un temporale, così dolce e carica di eventi e di venti, che accarezzano e consolano. Will Ackerman tocca le corde della sua chitarra con l'intenzione giusta per ogni atmosfera che crea, suona melodie visive, immaginifiche, che non abbandonano la fantasia dopo l'ascolto. In tutto il cd aleggia un'atmosfera di largo respiro, quasi rarefatta, sembra che le note non vogliano rubare troppa voce al silenzio, pare piuttosto che vogliano conversare con lui.
In questo dialogo, tra malinconia e sospiri di gioia, si uniscono altri strumenti che lo rendono più intenso ma senza appesantirne i toni, intervengono con sfumature tenui, sottolineando l'estrema semplicità delle melodie. Un pianoforte, un violino, un corno, un basso, un sospiro di voce, sono tutti interpreti assieme alla chitarra in questo scenario acustico, da ascoltare lontano dai rumori, dalla confusione, magari ad occhi chiusi. E viverlo pienamente.
Un brano in particolare, proprio quello che da il titolo al cd, è il soffio di questo vento. Una melodia leggera che per più di otto minuti si insegue e ci rende per un attimo complici dell'intensa emozione che esprime e che alla fine si libera in un coro quasi liberatorio, da seguire a braccia aperte sentendo sulla pelle il suo vento.
L'autore di questo viaggio nel cuore della semplicità è pure un chitarrista di grande tecnica, ma è uno di quei pochi fingerpicker che usano il talento in funzione del proprio linguaggio emotivo, non snaturando mai le proprie radici musicali, eppure apparendo sempre nuovi e mai banali. Will Ackerman ci è riuscito in pieno, ma nonostante quest'impeccabile prova, di cui pochi artisti (per fortuna abbastanza per regalare speranza al mondo della musica) sono artefici, lui come molti rimane chiuso in uno spazio poco ascoltato, di un pubblico ristretto (ma fortunato). Il referente, per poter regalarci il suo ascolto, anche questa volta è un sito internet: www.windham.com, web della casa discografica Windham Hill, che da anni si occupa di musica acustica, di cui Will Ackerman è il fondatore.
Le note non vanno mai tenute ma, una volta nate, vanno rese note. La condivisione arricchisce.

L. F.