Passa-Parola, Note non note
Ottobre 2001 | Indice

Tom Waits, "The heart of saturday night"
Giochiamo con il tempo. Vi ricordate quella serie televisiva, prodotta una ventina d'anni fa, dal titolo "Fame", in Italia conosciuta come "Saranno famosi"? Bene. Ricordate anche il film "Dracula di Bram Stocher" di Francis Ford Coppola, datato 1992? Bene. Ora: spostiamoci al 1974. Esce un disco dal titolo "The heart of saturday night", di Tom Waits. Cercando di sistemare questo puzzle temporale e artistico, mi viene in mente lo scrittore Milan Kundera, e le sue parole riguardo alla memoria e alla lentezza. Scrive Kundera: "Il grado di lentezza è direttamente proporzionale all'intensità della memoria". Quindi cercherò il sublime piacere della lentezza delle parole per arrivare all'intensità dovuta del patrimonio artistico sopra citato, e sistemare ogni tassello al posto giusto. In una lontana puntata di "Saranno famosi", si cantò una canzone che cominciò, da allora, a risuonare nelle mie orecchie in modo costante. Era il 1986. Sei anni dopo vidi nelle sale cinematografiche un sinistro personaggio, devoto discepolo del conte Dracula nel film di Coppola, dal nome Renfield. Quella canzone era "The heart of saturday night", quell'attore era Tom Waits, cantante e autore di quel brano. Il puzzle è composto e adesso, che nel mio lettore risuona quel cd, l'intensità del ricordo di quando ho scoperto il mistero di questa storia, mi fa gustare a pieno sapore la lentezza con la quale anche voi ne avete preso coscienza.
Blue's e Jazz sono i linguaggi con cui Tom Waits ci parla e attraverso i quali racconta di solitudine, emarginazione, alcoolismo e disgraziati in genere. In questo cd, il secondo della sua ricca discografia e che fortunamente è ancora in commercio (una nota non nota al grande pubblico ma reperibile!), Tom Waits sembra un cane randagio che abbaia le sue storie tra le strade buie di Los Angeles. Nella cadenza a volte spigolosa a volte quasi rotonda e malinconica di sessioni vocali e assoli di sassofoni e trombe, sembra sentirsi il sapore misto di fumo e alcool, luci soffuse e annebbiate di night club's sembrano apparirti accanto al suono della sua voce roca e grattante. Voce che, ad oggi, si è lasciata bruciare da un incendio di vizi, fino a diventare uno strano strumento che riesce a malapena a suonare. Nelle sue ultime produzioni, infatti (l'ultima originale datata 1993), la cosa che più colpisce, oltre alla sua capacità di evadere definizioni e classificazioni musicali in genere, è l'incredibile suono della sua voce, un suono difficilmente descrivibile. Alla data in cui ci siamo catapultati nel tempo comunque, dopo le giocose tappe iniziali, Tom Waits riescie a cantare le sue canzoni con una verve nota a pochi, un'intensità e una passione che ti fanno vivere con lui le sue canzoni e le sue forti emozioni. Oltre alla bellissima "The heart of saturday night", che visto il prologo non posso non citare, in questo cd prendono vita canzoni tutte degne di nota, ben curate e ben suonate, capaci di farti ballare, sognare. Ma Tom Waits è anche un bravissimo attore, e anche molto richiesto. La sua faccia dai particolari lineamenti e il suo estro lo rendono unico tra gli artisti che si dividono tra sale d'incisioni e set cinematografici. Molti film lo vedono protagonista sia sullo schermo sia dietro le note di molte colonne sonore. Un artista completo, insomma. Siete abbastanza curiosi per conoscerlo?

L. F.