Passa-Parola, Note non note
Settembre 2003 | Indice

Stefano Barbati, "Il canto del mare"
Caldo, eh? In effetti, davanti allo schermo illuminato e alla tastiera rovente, si hanno miraggi tipo Sahara, con il cursore che sembra ansimare dal caldo anche lui. Nell'atmosfera torrida di queste ultime settimane estive, parlare e scrivere di Stefano Barbati e del suo lavoro "Il canto del mare" è un toccasana per l'immaginazione. Ascoltandolo, in effetti, sembra di respirare il mare. Ecco cosa ha risposto alle mie domande questo spassosissimo e talentuoso personaggio.
Il tuo modo di suonare è molto ricco di sfumature ritmiche, ma sempre carico di melodia. Quali sono stati i tuoi chitarristi di riferimento?
Mi sono infatuato della chitarra acustica ascoltando Pino Daniele tra i 14 e i 15 anni, ma solo intorno ai 22 anni ho scoperto quelli che sarebbero stati i miei riferimenti grazie ad un concerto di Franco Morone. Ho scoperto quindi il mondo del fingerstyle e musicisti come Pierre Bensusan, Leo Kotke, Tommy Emmanuel, Paolo Giordano, ma soprattutto Michael Hedges e Tuck Andress, dai quali ho cercato di trarre un’impronta ritmica efficace e coinvolgente. Altri chitarristi che mi hanno dato moltissimo, anche se non prettamente acustici, sono Eric Clapton, Robben Ford, S.R.V., Hendrix, Pat Metheny e ultimamente Ralph Towner. Grandioso! Altri riferimenti importanti, non specificatamente chitarristici, sono stati la black music anni settanta (Stevie Wonder, Earth, Wind & Fire), la musica brasiliana, il jazz, la musica d’autore italiana (Daniele, Fossati, De Andrè) e ultimamente i musicisti dell’area ECM. Le ritengo influenze importantissime per la mia crescita musicale.
Lungo il tuo percorso musicale collabori molto in contesti cabarettistici. Cosa ricevi da queste esperienze?
Ho iniziato 3 anni fa con il comico milanese Teo Guadalupi e ho fatto qualche apparizione televisiva in reti nazionali. Ultimamente sono in turnèe con "Zelig Cult" (lo spettacolo di satira politica di Zelig), nel quale mi occupo degli interventi musicali e propongo i miei brani davanti a platee consistenti, cosa rara per un concerto di sola chitarra acustica. In questo contesto, inoltre, non si sente lo stress della competizione con altri musicisti (nel cabaret sono davvero pochi), una cosa davvero antipatica.
Il tuo cd s'intitola "Il canto del mare". Ci parli di questo progetto e del perché di questo titolo suggestivo?
"Il canto del mare" nasce dalla mia passione per la melodia mediterranea e dall'influenza artistica ricevuta da "Crueza de ma" di De Andrè, un disco che sa di mare in ogni canzone. I miei brani sono tutti molto melodici anche se non mancano elementi ritmici dal sapore blues, altra mia grande passione. Dato che non volevo suonasse come una semplice raccolta di pezzi per chitarra, ho chiesto la collaborazione di molti musicisti, amici prima che colleghi. Ci sono, infatti, brani suonati in duo, in trio, altri in quartetto, in base al colore che volevo dare al brano.
Come organizzi la tua attività concertistica? Cosa proponi alla gente che viene ad ascoltarti dal vivo?
Beh, il concerto è sicuramente la dimensione che preferisco, perché mi piace cavalcare l’onda del groove, come se suonassi in una band. Per cui cerco di suonare molto ritmico e cerco di proporre brani insuali per il fingerstyle, come arrangiamenti di pezzi rock, latin jazz, blues, canzoni di musica d'autore, oltre ovviamente ai miei brani. Mi piace molto dividere il palco con altri chitarristi, come avviene negli "Open mic" del sito per chitarra fingerpiking.net, e mi piacerebbe approfondire il discorso di concerti in trio con te e il chitarrista Daniele Bazzani. Viste le scarse occasioni di concerti per chitarra acustica è meglio unirsi e movimentare questo ambientino, che dici?
Progetti imminenti?
Tanti. Promuovere la mia musica, sviluppare il progetto di un piccolo studio digitale, portare avanti progetti didattici a vari livelli con corsi di chitarra, seminari e stages, e infine iniziare a registrare il nuovo cd, nel quale vorrei inserire gli arrangiamenti che suono dal vivo.
Info: barbablues@inwind.it

L. F.