Roberto Frugone, "Ultreïa"
Da sempre, di fronte alla bellezza di un fiore, l'istinto di coglierlo e l'idea che lasciarlo vivere sia il modo più bello di partecipare alla sua bellezza, si scontrano alla base dei nostri desideri. Coglierlo, dunque, o lasciarlo alla sua terra? Sono due modi di approcciarsi alla bellezza che raccontano con precisione la cultura e la prospettiva con cui si guarda alle cose del mondo. In realtà esiste un terza reazione a questa scelta, e cioè la non scelta, ovvero l'indifferenza. Passare vicino al fascino di una rosa fiorita e non avere il dubbio di raccoglierla o meno (dubbio che è comunque sintomo di come la nostra attenzione e curiosità siano state stimolate), ma passare oltre indifferenti.
Da una semplice e grande realtà, come quella del fiore, ad una realtà che con il gusto e la bellezza ha molto a che fare come l'arte, non c'è molta diffirenza. I lavori raffinati ed eleganti molto spesso vengono fatti appassire, non solo senza essersi posti il dubbio se coglierli o meno, ma ostentando quell'indifferenza che vive nel mondo dell'arte di oggi, che rende indifferenti al buon gusto e attenti al mercato.
Mi chiedo perché, lavori come quello di Roberto Frugone, non siano stati colti e siano lasciati all'incertezza dell'autoproduzione.
Tenendo presente che al punto dove siamo arrivati, un lavoro musicale, per quanto ben curato sia, senza un'etichetta viene considerato dai mercanti d'arte una demo, una demo raffinata magari, ma comunque una demo (purtroppo!) - con tutto quello che questo comporta, cioè poca distribuzione, poca credibilità - , l'indifferenza delle case discografiche, madre della ricerca dei titoli che vendono, è da considerarsi uno scempio.
Nessuno è più disposto a rischiare, e la conseguente povertà di occasioni affina la pigrizia.
Ho ascoltato le canzoni di Roberto Frugone con quel piacere che si prova quando si gusta un buon cibo o una buona bevanda, e mi sono lasciato affascinare dalla loro semplicità. Il cd si intitola "Ultreïa", un'antica espressione pellegrina tratta da un inno a S. Giacomo che vuol dire "oltre" e che si scambiano i caminantes, "coloro - cioè - che si mettono in viaggio senza niente nella bisaccia, consumati dal desiderio di raggiungere un luogo santo sulla terra, per imparare a inseguirne uno di cielo" [dal libretto del cd].
La musica sa di sole, è serena ed esprime gioia, rende l'ascolto leggero e sgombro di pensieri. Si percepisce la cura della realizzazione dalla buona qualità della registrazione, dalla raffinatezza degli arrangiamenti e dalla scelta dei testi, cantati dalla voce armoniosa e delicata di Roberto Frugone che, oltre ad esserne l'autore, è anche compositore delle musiche.
I musicisti, di notevole spessore, hanno reso nel migliore dei modi tutti e undici i brani: spiccano la dolcissima "Spostamenti sul confine" e la bellissima "Un giorno sulla terra", un vera e propria perla.
Ad arricchire di valore il cd, ci sono i dipinti di Maria Rocca, giovane pittrice padovana che ha regalato immagine ed emozione alle note, ha colorato con vigore i petali di questo fiore da annusare.
Ancora una volta è internet che ci da la possibilità di reperire il cd, all'indirizzo: www.robertofrugone.it, dove ovviamente si possono avere maggiori informazioni su Roberto Frugone e il suo "Ultreïa", un grido che diventa speranza: andare oltre!
L. F.