Mau Mau, "Marasma general"
Il "ratatoj" è un piatto composto da un miscuglio di più verdure fatte a pezzetti e cotte a fuoco lento. Se alle verdure sostituiamo culture musicali differenti, come per esempio quella folcloristica piemontese, quella tribale, influenze rock, sfumature latino-americane, otteniamo un "ratatoj" molto particolare, preparato con cura dai Mau Mau.
Il cantante-chitarrista e leader Luca Morino, il fisarmonicista Fabio Barovero e il percussionista Bienvenu "tatè" Nsongan, sono l'anima artistica e compositiva dei cuochi in questione, cucinieri di una musica che sa di terra e vagabondi. Questi Mau Mau ("straccioni", dal dialetto piemontese) mescolano lingue e dialetti ed etnie e folclore, fanno della loro musica una ritmica scatenata di festa popolare, di suoni immediati e grezzi qualche volta, ma sempre diretti e carichi di energia. Cantano per lo più in piemontese, ma impastano il dialetto con l'italiano, lo spagnolo, il francese e l'inglese, e con questo carico linguistico raccontano di emigrazione, povertà, feste, viaggi, mondo, mondi...
"Marasma general" è il loro ultimo lavoro, un doppio album in cui vengono racchiusi dieci anni di attività di studio e concerti in giro per il mondo, dai più importanti festival a cui hanno partecipato, ad angoli di strada sconsociuti, radio-show, rumoraglia varia, insomma un altro grande "ratatoj".
Esordiscono nel 1992 con un mini album dal titolo "Soma la macha" e nel novembre dello stesso anno, il loro primo album "Sauta Rabel", fa da colonna sonora al fim "Nero." di Giancarlo Soldini, tratto da un libro di Tiziano Scalvi. A questo seguono altri progetti che vestono sempre della loro inconfodibile impronta musicale, si tratta dei dischi "Bàss Paradis" (1994), "Viva Mamanera" (1996) ed "Eldorado" (1998), quest'ultimo il lavoro più maturo e che più rappresenta il modo (e il mondo) di fare musica dei Mau Mau. Una canzone su tutte, "Nella città proibita", rende l'idea dell'immediatezza e della purezza della band, riproducendo in studio l'effetto bandistico di strada, cioé della fanfara. Non a caso, un anno prima, partendo dal nucleo di musicisti dei Mau Mau, si era formato un ensamble di fiati e percussioni, la "Banda Maulera", progetto che tutt'ora crea scompiglio nel centro di Torino con numerose e travolgenti parate.
Una svolta nella loro proposta si ha con "Safari beach", uscito l'anno scorso. Il gruppo realizza un lavoro che segue la scia acustica dei loro precedenti album solo in parte. La presenza infatti di suoni campionati, l'impronta cioé di una tecnologia sfruttata anche se in piccole porzioni, differiscono il cd dalle scelte di sound fin qui fatte dalla band. Rimangono intatte, però, le loro intuizioni musicali fresche e genuine, vestite questa volta con generi che vanno dal jungle al calypso, a hypno ballate.
Tutto questa varietà di suoni, voci, culture e viaggi è raccolta in "Marasma general" (2001), un cd ricco di energia e voglia di fare musica che sembra sbordare dal lettore. Il lavoro prevede anche due brani inediti, sulla scia creativa di "Safari beach", che chiudono un decennio di idee e dai quali i Mau Mau ripartono in attesa di nuove ispirazioni.
L. F.