Franco Morone, "Running home"
Quando uno o più strumenti diventano un mezzo comunicativo così intenso e forte da apparire un corpo unico con le dita e il corpo di chi li suona, allora la musica che si ascolta assume una potenza a volte imbarazzante, capace di penetrare dentro i cuori di ognuno e scovarci sentimenti difficilmente provabili in altre situazioni, e per questo rari. Solo allora lo strumento diventa un vero strumento.
È il caso della chitarra di Franco Morone, vero e proprio prolungamento della sua sensibilità e creatività. Questo maestro abruzzese del Fingerstyle, attraverso una tecnica impeccabile che gli permette di usare quasi ogni sfumatura della sei corde, compone e interpreta melodie di forte attrattiva, con un ricamo fitto di note che impreziosisce le sue composizioni e i suoi personalissimi arrangiamenti di brani tradizionali del folk, del blues e della musica celtica. La sua ispirazione passa anche e soprattutto attraverso questa ultima tradizione musicale, che rappresenta per Franco Morone una sorta di archivio di sentimenti, un pozzo nel quale ogni volta scova brani di grandi musicisti irlandesi e input molto stimolanti per la sua musica.
Esordisce nel 1990 con l'album "Stranalandia" a cui seguono, quattro anni dopo, "Guitarea" e nel 1997 "Irish tunes" (lavoro interamente dedicato alla sua passione per la musica celtica), tutti e tre pubblicati per la Bèrben. Nel 1998 inizia la collaborazione artistica e di produzione con Peter Finger, eccelso chitarrista e produttore (nonché proprietario) della casa discografica tedesca Acoustic Music Records (www.acoustic-music.de), e pubblica l'album "Melodies of memories", a cui segue la ristampa
per la nuova etichetta di "Irish tunes", con il titolo "The south wind".
In tutti questi lavori Franco Morone emoziona e stupisce per la sua perfezione esecutiva, la pulizia del suono e l'eleganza che caratterizza tutte le sue melodie, che sembrano sempre risuonare nelle orecchie alla fine di ogni ascolto.
L'ultima sua fatica è un cd che si intitola "Running home", uscito nel maggio di quest'anno, un disco in cui il chitarrista da spazio a tre brani di altri compositori, tra cui la bellissima "Serenata", un tradizionale intriso di una malinconia d'altri tempi, e a nove brani originali, scritti con una forte maturità compositiva. Spiccano "Celtic dog blues", un particolare ma efficace mix di tradizioni, e "Sliding rain", in cui il musicista imita la pioggia con il bottle-nek. Insomma un altro serbatoio di emozioni che ti fa amare ancora di più la musica, soprattutto la musica genuina.
L. F.