Passa-Parola, Note non note
Giugno 2001 | Indice

Tim Sparks, "One string leads to another"
Avete mai mangiato il fritto misto? Tim Sparks vi offre un piatto di sapori nuovi ed emozioni da assaggiare con gusto. Offre così la sua musica, su di un vassoio capiente, capace di contenere più linguaggi di culture musicali diverse, con una capacità interpretativa disarmante. Ascoltarlo suonare è un vero e proprio viaggio, un itinerario che attraverso le sei corde della chitarra muove e ti muove, porta e ti trasporta.
Nasce nel North Carolina, ma di America la sua musica parla solo attraverso gli intrecci fitti e le contaminazioni di cui si tinge. Il blues e il jazz per lui sono pane quotidiano, eppure non li esibisce mai allo stato puro, ma li sporca sempre con tutto il folklore che, come una spugna, assorbe dalle sue esperienze e si porta dietro. Dalla musica classica al folk dei balcani, passando dalla musica brasiliana, Tim Sparks riempie il piatto del fritto misto (come lui stesso definisce i suoi brani) e li serve come un cameriere allegro ai nostri tavoli. Solo lui poteva arrangiare per sola chitarra, nel suo album di esordio "The Nutcracker Suite" (1994), l'intera opera del maestro russo Thaikovsky, "Lo schiaccianoci", e nello stesso album realizzare la "Balkan Dream Suite", dove emerge la bellissima ballata popolare greca "Samiòtisia".
Il suo percorso musicale passa attaverso "Guitar Bazar" (1995), suo secondo album, dove emergono ancor più evidenti contaminazioni classiche, balcane, greche, che esigono un ascolto più attento e più impegnativo rispetto al suo primo disco, ma che colorano il lavoro di un innegabile fascino.
Il livello più alto lo raggiunge con "One string leads to another" (1999), dove tocca nello stesso brano punte di melodie malinconiche e accattivanti, con estrema naturalezza e a volte con molta poesia. I pezzi in cui la sua capacità espressiva si esprime al meglio sono "L'étoile de Mer" e l'esecuzione di "Eu so quero em xodo", un brano brasiliano di Anastacia Dominguinhos.
Così com'è strano trovarsi di fronte ad un americano che suona musica europea (e finalmente non il contrario!), così è altrettanta strana la difficoltà di reperire i lavori di questi artisti, purtroppo accessibili solo attraverso il canale di distribuzione fornitoci da internet, o consultando i vari cataloghi distribuiti con un piccolo raggio d'azione dalle case discografiche che li promuovono. Il solo referente, nello specifico, è l'Acoustic Music Records (www.acoustic-music.de), l'unica casa discografica in Europa ad occuparsi di chitarra acustica, e di cui parleremo ancora. Sicuramente.

L. F.