Passa-Parola, Note non note
Maggio 2003 | Indice

Roberto Dalla Vecchia, "Sit Back"
Esistono due tecniche con cui suonare una chitarra acustica: la tecnica del fingerpicking, cioè pizzicare le corde con le dita e le unghie della mano destra (di cui abbiamo ampiamente parlato fra queste righe), e la tecnica del flatpicking, che consiste nel suonare la chitarra con l'utilizzo del plettro. C'è chi pensa che una tacnica debba necessariamente precludere l'altra, ma trovo che questo sia un pensiero povero. Penso, al contrario, che entrambi i modi di suonare siano un mezzo di espressione ricco ed efficace, anche quando s'incontrono in un solo artista.
Uno degli esponenti della chitarra flatpicking italiana, è Roberto Dalla Vecchia, artista vicentino di grande talento ed eleganza, che nell'intervista che segue, ci parla della sua musica e della sua ultima incisione "Sit Back".
Nel sentirti suonare nelle tue incisioni, l'aggettivo che mi è venuto in mente riguardo la tua tecnica è "elegante". Chi sono stati i tuoi riferimenti didattici e musicali?
Ho iniziato a suonare il pianoforte alle elementari, spinto da mia madre pianista, ma ascoltando un concerto del flatpicker Beppe Gambetta, da cui poi ho preso lezioni, ho capito qual era la mia vera strada. I miei riferimenti musicali, tuttavia, non sono chitarristi ma cantautori nord americani, come Paul Simon, Neil Young, James Taylor.
Naturalmente, poi, grossa importanza hanno avuto i chitarristi di vario stile come Beppe Gambetta, Doc Watson, Mark Knopfler, Norman Blacke, Franco Morone, Tony Rice, David Gilmour e Stefan Grossman.
Ci parli del tuo ultimo lavoro, "Sit Back"?
"Sit Back" raccoglie gli ultimi 10 anni di composizioni e sperimentazioni con la chitarra in accordature aperte. È stato registrato e mixato insieme ad Aldo Menti, ed è un lavoro interamente suonato dal vivo e senza sovraincisioni, allo scopo di rendere al meglio l'aria genuina degli strumenti acustici. Comprende nove brani originali ed una cover, ed esprime una sintesi personale delle diverse culture che influenzano la mia musica, dalla nord-americana a quella mediterranea.
Decisamente efficaci ed emozionanti gli abbinamenti con strumenti classici, come violoncello e contrabbasso, in più brani. Cosa ti ha spinto a questa collaborazione? E in più in generale cosa ti spinge alla composizione?
Sono cresciuto ascoltando musica classica, amante soprattutto del suono del violoncello, che, a mio avviso, si sposa in modo squisito con quello della chitarra. Per quanto riguarda le mie composizioni, il più delle volte mi ritrovo tra le dita una linea musicale che mi piace, attorno alla quale poi sviluppo la composizione, altre volte riesco a dare il meglio di me quando sono particolarmente sotto pressione a causa di una scadenza.
Il tuo primo lavoro si intitola "Open Space". Che differenze ci sono con "Sit Back"?
"Open Space", uscito nel 1998 per l'etichetta "Tring", è un disco legato alle sonorità nord americane, nato dopo alcuni miei viaggi in Canada. A differenza di "Sit Back", uscito nel 2002, contiene brani sia cantati che strumentali, la maggior parte suonati con una band (contrabbasso, mandolino, violoncello, violino), con cui interpreto sia pezzi miei che tradizionali.
I tuoi progetti per il futuro?
Nell'immediato sto promuovendo "Sit Back" sia in Italia che in Europa. A giugno e ad agosto sarò in America e poi in Slovenia per dei workshop di flatpicking. Più avanti spero di poter tornare in sala di incisione per un nuovo progetto musicale che sta lentamente prendendo forma.
Contatti: www.robertodallavecchia.com

L. F.