Passa-Parola, Note non note
Maggio 2002 | Indice

Luca Francioso, "Schizzi su carta"
Essendo anch'io una nota non nota, rientro a buon diritto fra le righe di questi articoli, ma non mi capita molto di scrivere su me stesso e, ad essere sincero, non è semplice presentarsi ed esporsi in questo modo. Lo scetticismo di molti nel leggere la presentazione di un disco scritta da chi il disco lo ha realizzato, potrebbe essere un motivo valido per screditare l'articolo e discuterne l'obbiettività, ma nella passeggiata in cui vi sto accompagnando, mi permetto solo di indicarvi la vetrina. Spero la guardiate. Correndo il rischio, dunque, che vi giriate o proseguiate dritto, e accettandolo, e assecondando la tentazione di dare più luce in scena di quanto ne serva, consegno alle parole di Franco Morone (compositore e interprete della chitarra fingerstyle) il compito di indicarvi il punto oltre il vetro. Nella nota di presentazione di "Schizzi su carta", il mio ultimo cd, il primo da solista, Franco scrive: «Uno degli aspetti più gratificanti per un musicista è scoprire, giorno dopo giorno, come la propria musica abbia trasmesso stimoli ed emozioni a tanti appassionati e chitarristi. Ma sicuramente ancor più gratificante è riconoscere come Luca Francioso fra tutti si distingue per esecuzione, vena creativa e maturità di contenuti. E a proposito di Schizzi su carta, sono certo che questo cd rappresenti un suo eloquente e significativo biglietto da visita».
Ecco. Un biglietto da visita un po' particolare, a dire la verità, o quanto meno non soltanto musicale. "Schizzi su carta", infatti, prodotto da Mario Agostini e inciso da Marco Lincetto della Velut Luna, è il tentativo di raccontare una storia attraverso più forme d'arti, più linguaggi espressivi. Le arti in questione, oltre alla evidente presenza della musica, sono le arti visive e narrative. Il forte connubio artistico, infatti, creato tra musica e pittura, meglio ancora: tra musica e disegno, regala alla storia raccontata più angoli di lettura e più sfumature.
Dal libretto del cd: «Lo spazio fra la prima esplosione di un tuono e il canto risonante delle cicale è un sentiero su cui si muove, con estrema lentezza, l’attesa del sereno. Un seme che cresce. In questo viaggio, musica e immagini, si incontrano e si riflettono, completandosi».
Questa è la storia che i quindici brani e i quindici disegni (riprodotti a colori nel libretto) raccontano: l'attesa del sereno. Insieme al pittore e scultore Giovanni Canova, abbiamo realizzato questo viaggio con la semplicità (e quindi la bellezza) di due strumenti diversi: la sola chitarra acustica e la sola matita, un viaggio di cui vi propongo l'itinerario.
I brani sono molto diversi e intensi e cercano di riprodurre l'attesa, la monotonia e l'ansia di cui l'attesa è madrina, il silenzio di cui l'attesa è voce, attraverso il suono e le timbriche della chitarra acustica. Anche grazie alla collaborazione di altri strumentisti che hanno arricchito di colore due brani, alla fine del viaggio si giungerà all'arrivo del sereno e alla pace che regala nella sera: Giancarlo Pavan al contrabbasso, il quartetto d'archi Archetrio, Filippo Morandina alle percussioni e Marco Toffanin alla fisarmonica. Si aggiungono a quest'intreccio collaborativo: la poesia haiku di Andrea di Bella, la voce narrante di Lorenzo Piovanello e l'urlo iniziale di Claudio Galdiolo, l'urlo che annuncia l'arrivo del temporale e da cui parte l'attesa del sereno. La distribuzione del cd è affidata alla Velut Luna, ma al riguardo si possono avere maggiori informazioni su lucafrancioso.com.

Bene. Siamo arrivati alla fine di questa passeggiata, ormai è notte e fra le vie di questa città qualsiasi non c'è più nessuno. È ora di abbassare la saracinesca.

L. F.