Passa-Parola, Note non note
Maggio 2001 | Indice

Dave Matthews Band, "Everyday"
La buona musica è un patrimonio emozionale da condividere il più possibile, perché arricchisce. Per questo va cercata (è da scovare tra gli angoli bui che si formano tra le proposte del mercato e il consumismo) e seminata sulla terra - a volte poco fertile - di un ascolto più ampio, in attesa poi della raccolta del gusto personale.
I Dave Matthews Band sono sconosciuti al grande pubblico (specie quello italiano), o meglio sono conosciuti da quei pochi appassionati che non smettono mai di cercare e seminare. Questo quintetto, funambolo delle note, tra assoli di violino e fiati, magistrali disegni di batteria, riff di chitarra acustica e una voce dolce e aggressiva, regala scorci di musica da ascoltare e riascoltare, con novità da scoprire ad ogni singolo ascolto. In dieci anni di lavoro ha prodotto nove cd (di cui tre live), l'ultimo dei quali si intitola Everyday, un lavoro diverso dai precedenti e che segna un cambiamento non indifferente per la band. Abituati, infatti, a concepire anche l'esperienza di studio come una live, questa volta i Dave Matthews Band si concentrano più sulla canzone, concependola nel senso canonico del termine, lasciando al palco le lunghe sessioni strumentali che hanno caratterizzato la loro discografia fino ad adesso. Ciò che rimane invariato è la grande capacità tecnica che fa dei cinque componenti dei grandi strumentisti, e il fortissimo talento compositivo del leader del gruppo, Dave Matthews. Le sue melodie, fitte e dense di parole, sanno essere aggressive senza apparire cattive, e dolci senza essere stucchevoli o banali. Non definisce mai lo spazio musicale in cui si muove, ma si sposta sempre disegnando in un brano mondi diversi. Nessuna canzone nasce e finisce con la stessa emotività, con la stessa intenzione, ma matura e si evolve in modo imprevedibile. Everyday è forse il lavoro in cui, questa capacità espressiva, appare nel modo più discreto e velato possibile, dando più uniformità alle canzoni, ma senza essere per questo snaturata.
I dodici brani del cd spaziano nel ritmo, nella timbrica e nel genere. Si passa dal rock al gospel, attraverso gli aromi di atmosfere latine, queste ultime magistralmente create dall'inconfondibile chitarra di Santana. Certo è che l'ambiente più congeniale per questa band è l'esibizione live, il palco, spazio in cui riescono ad esprimere al meglio il loro forte impatto sonoro, molto più che in in una registrazione in studio, tuttavia indispensabile per allargare le proprie proposte. La speranza più grande è quella di vederli suonare un giorno e gustarsi a pieno la loro incredibile musica...

L. F.