Passa-Parola, Non non note
Marzo 2003 | Indice

Piccola Bottega Baltazar, "Poco tempo, troppa fame (Omaggio a Fabrizio De Andrè)"
I musicisti vivono di palco e di sala di incisione. Dunque, due riflessioni. La prima: ci sono molti motivi per cui si decide di andare a vedere un concerto: per via di un invito di un amico, perché la serata non offre altre soluzioni, magari perché è gradevole chiaccherare davanti ad una birra con un sottofondo musicale - non troppo invadente, però -, oppure perché la musica di chi si va ad ascoltare piace ed emoziona e si desidera viverla a pieno. La seconda: ci sono molti motivi per cui si decide di comprare un disco: perché mentre si gira vaghi e confusi dentro un negozio di dischi si viene colpiti da un titolo curioso o da una bella copertina, per via di un sano rischio (che per fortuna ancora molti corrono) di comprare un disco sconosciuto per ascoltare ed eventualmente apprezzare qualcosa di nuovo, perché si deve fare un regalo e si acquista la prima cosa a buon mercato che non fa fare brutta figura, oppure perché il disco che si compra piace ed emoziona e si desidera viverlo a pieno.
I diversi accostamenti delle varie ipotesi alle due riflessioni, regalono emozioni diverse, più o meno forti. Quando accade, però, che si va ad un concerto di un artista e si compra il suo cd per il medesimo motivo, cioè perchè la sua musica piace e si desidera viverla a pieno, allora l'emozione che si prova è un'emozione completa, che colpisce tutti i sensi e che fa apprezzare con più forza la serata e l'ascolto del disco.
Io, con la "Piccola Bottega Baltazar", ho sperimentato un accostamento diverso: visti ed ascoltati per un caso e una serie di coincidenze in una piccola osteria di Padova, ho comprato il loro disco perché la loro musica affascina, colora e seduce. In seguito sono tornato a sentirli proprio per questo motivo e il gusto nell'ascolto si è arricchito.
Il cd s'intitola "Poco tempo, troppa fame (Omaggio a Fabrizio De Andrè)", e i quattro musicisti della band, più alcuni ospiti di prestigio, come Massimo Aiello alla batteria, danno un vestito nuovo ad alcune delle canzoni più belle del noto cantautore. La voce dolce e profonda di Giorgio Gobbo ci porta, con i suoi compagni di viaggio, a conoscere qualcuna delle tante "fidanzate" di Fabrizio (amava definirle così le sue canzoni), fra gli accordi e gli assoli di fisarmonica, suonata da Marco Toffanin e Sergio Marchesini, e il sostegno corposo del contrabbasso di Antonio De Zanche. E fra una presentazione e l'altra, emergono con forza e discrezione sei brani inediti, di cui tre strumentali, composti dalla band, fra cui la dolcissima "A foghi spenti" (una vera perla) e la visionaria "Delitti di paese". Bellissima "L'asino di Porto Viro".
Le ultime tre righe sono per la suggestiva copertina di Alessandro Grazian e per il sito della band: www.piccolabottegabaltazar.it. Un'ultima cosa: il loro sound. Coinvolgente!

L. F.