Passa-Parola, Non non note
Marzo 2002 | Indice

Rick Ruskin, "Words fail me"
Il popolo dei chitarristi è probabilmente il più ignorante riguardo alla conoscenza del proprio strumento. La facilità di approccio che consente alla chitarra di essere uno degli strumenti più strimpellati, agevola certo il suo apprendimento, ma sotterra in profondità le sue reali capacità sonore, nascondendole agli occhi e alle orecchie del chitarrista medio. La capacità di accontentarsi, infatti, di fronte ad un piccolo repertorio di musica più o meno leggera, costituito per lo più da quattro cinque accordi, spinge a non esplorare la chitarra oltre i primi cinque tasti (se si esclude i più impavidi solisti) e questo (forse più per la chitarra acustica) limita le possibilità esecutive e impoverisce l'ascolto. In realtà la chitarra acustica, di chitarrista in chitarrista, ha attraversato il secolo scorso con un percorso evolutivo che l'ha portata a diventare uno strumento autonomo e di grosso spessore espressivo. Assieme ad altri grandi artisti, Rick Ruskin rappresenta una tappa di questo cammino, ancora oggi in evoluzione.
Se la tradizione ha un peso e le radici musicali profondità, questo artista americano coglie nella sua musica entrambe le forze: chitarrista acustico alla vecchia maniera, non cede neanche di fronte alla tecnologia che buca i legni delle chitarre e le amplifica a volte in modo innaturale. Rick Rusckin preferisce infatti il suono vivo del legno e la sonorità calda di un microfono di fronte allo strumento, piuttosto che i suoni freddi dei pick-up. Questo, ovviamente, rende la sua musica più naturale e aiuta le sue melodie, già di per sè molto ricche e variagate, ad arrivare, negli ambienti più nascosti di chi ascolta, in modo più diretto.
I suoi brani, seppure quasi tutti strumentali, cantano moltissimo, certe volte le corde sembrano quasi una voce di grosso calibro interpretativo, che non disprezza neppure ritmiche serrate e danzanti su cui muoversi.
In uno dei suoi ultimi lavori, "Words fail me" datato 1997, si coglie questa capacità di rendere la sua musica quasi testo, una forza comunicativa che affascina ed emoziona. Probabilmente neppure nei brani in cui a cantare è la sua voce raggiunge questa espressività. Una capacità che compensa l'ndole dell'artista: riservato e di poche parole.
La reperibilià di questa nota non nota è legata ad un indirizzo e-mail: liondog@isomedia.com, purtroppo unico ponte per attraversare il fiume (in piena!) che separa il mercato delle pulci dall'arte. Ma per chi volesse rischiare la traversata, l'altra sponda è pronta a regalare buona musica. Proprio.

L. F.