Presentazione
"È l'amore ad ispirare l'arte". È una frase che ho sentito in un film tedesco dal titolo "Heimat 2". Credo che sia vero.
Mi chiamo Luca Francioso, ho 25 anni e faccio parte di quella strana razza che chiamano artisti. Forse la parola che la qualifica ha perso il suo significato più puro, c'è un senso di precarietà e presunzione che la circonda e la confonde. Io penso sia semplicemente la foto di chi sente la necessità di tradurre e in qualche modo materializzare l'accozzaglia di emozioni che si piazzano fra testa e stomaco, ogni giorno. Come vocabolario di riferimento io ho scelto la musica e sei corde, ma non perdo occasione per lasciarmi tentare da altre forme di comunicazione. Qualsiasi cosa pur di favorire questo processo.
Da questo mese, questa nuova vetrina che ogni volta allestirò per voi, rappresenterà l'ennesimo tentativo di allargare il più possibile idee, pensieri, e insieme di scambiarci della buona musica. Ho preferito iniziare questa rubrica parlandovi di me, delle cose che amo fare, con la speranza che diventi uno spazio familiare e da condividere, come una specie di stretta di mano, lontana dai riti e dal convenevole.
Amo la musica e mi piace moltissimo scrivere. Suono la chitarra acustica da 14 anni e ormai da quattro ne ho fatto la mia scelta, da quando ho eseguito il mio primo concerto e ho cominciato a collaborare con Paolo Spoladore, cantautore padovano. Da quel porto è partita la nave che avevo sempre sognato. Insieme a due grandi amici, Stefano Eulogi e Alcide Burato, abbiamo dato vita ai Caniarcani, l'acoustic band in cui suono. Il nostro primo cd si intitola "Scala cromatica per uscita di sicurezza" (Velut Luna, 2000), una suite acustica che miscela la chitarra fingerstyle, il clarinetto classico e jazz, con il contrabbasso che fa da sostegno e da contorno. Parallelamente ho pubblicato per le Grafiche Veneziane (industria tipografica editoriale), due libri: "La retta è un cerchio che non si chiude mai" (1998) e "Ad un passo" (2000), esperienze letterarie che comunque non riesco a slegare da quelle musicali. Sarà proprio il genere di musica che più amo, cioè il fingerstyle (particolare stile della chitarra acustica), uno degli argomenti che approfondirò e di cui vi parlerò, assieme a tutta quella musica che le strane leggi del mercato lascia in un angolo, musica poca conosciuta, note non note. Solitamente, questo metter da parte, favorisce il crearsi di nicche d'ascolto più o meno numerose e limita quello che potrebbe essere condiviso da molti, impoverendoci. Proverò quindi a farvi conoscere artisti di grande talento compositivo e interpretativo, chitarristi e band che fanno della genuinità la loro ispirazione, lasciando da parte le regole del consumo. E vi informerò ogni mese su eventi e concerti che riguarderanno la musica qui trattata, con l'auspicio di darle uno spazio più ampio. Spero vogliate seguirmi in questo viaggio.
L. F.