Passa-Parola, Non non note
Febbraio 2005 | Indice

Luca Francioso, "Argile"
Questo mese parlo di me. E dell'argilla. In effetti approfitto di questo spazio e della mia posizione, come già capitato in altre occasioni, e non ho un argomento plausibile per giusticare questo abuso. Spero che la rassicurazione che non voglio vendervi alcuna enciclopedia di venti volumi da mille pagine ciascuno, con uno di quei nomi tipo: "Seigatti" o "Ottoscimmie", sia sufficiente a darmi un po' della vostra attenzione, dimenticando per un attimo che questo mese interpreto sia il ruolo di chi cura la rubrica sia quello dell'artista di cui si parla.
Vi dicevo: l'argilla. E la musica. E la danza. Insomma, un po' di cose. Andiamo con ordine.
A Febbraio 2005, precisamente Sabato 5, uscirà il mio quarto lavoro discografico, un disco contentente sei brani dal titolo "Argile" ("argilla" in francese), ma questa volta, rispetto ai primi tre, le musiche che ho composto mi sono state commissionate.
Strana esperienza, quella di scrivere su commissione: bisogna in qualche modo farsi da parte senza assentarsi del tutto, seguire le indicazioni non snaturando il proprio linguaggio. Strana, ma affascinante e arricchente.
Il committente? Una donna. E già ci sarebbe da preoccuparsi (scherzo, ovviamente!). Diciamo una danzatrice, meglio. Lei è Alessia Garbo, referente italiana della danza ambientale (non una tecnica specifica, ma un modo di danzare altrimenti, una filosofia che riporta il corpo nella natura), persona dolce e solare, committente precisa e minuziosa: le sue indicazioni sembravano una partitura già scritta, di cadenze, ritmi e intenzioni emotive, quando le ho lette per la prima volta.
Quello che è venuto fuori è un progetto per danza e musica, cinque brani per sola chitarra acustica e un sesto brano, una canzone (la prima della mia discografia) che riprende l'aria del primo brano dei cinque, arrangiata per quartetto d'archi e voce femminile. Un miscuglio di espressioni artistiche che, come argilla, modellano e provano a raccontare cinque paeseggi di un'isola in mezzo all'oceano, "Corvo", nella Azzorre: il mare, la roccia, il cratere, il fiume, la falesia.
Io non ho visto quest'isola. Alessia l'ha raccontata a me e noi a voi. Questo è il tentativo.
Doverosa la citazione di tutti gli  amici musicisti che hanno collaborato in "Argile": Riccardo Alfaré (violino), Pia Pulkkinen (violino), Francesca Canova (viola), Angelo Maria Santisi (violoncello), la cantante Claudia Ferronato, voce solista dei "Summertime" e dei "Calicanto", e Filippo Bovo, corista dei "Venice Gospel Ensamble", che ha curato l'arrangiamento per quartetto d'archi. Il cd è stato registrato da Marco Lincetto e Andrea Valfrè al "Magister studio" di Preganziol (TV), a 24 bit e 96 kHz, per l'etichetta discografica "Velut luna".
Lavorare con tutte queste persone è stato gradevole e divertente. Ognuno di loro ha messo del proprio in questo progetto, rendendolo speciale (ai miei occhi e alle mie orecchie) e ricco.
L'ultima persona da citare è Novella Agostini, una biologa che ha scattato al microscopio ottico le foto delle cellule che si vedono nel libretto: la vita che modella la vita, come argilla che modella forme e storie e danze e musiche e paesaggi.
Bene, come promesso, nessuna enciclopedia, solo la proposta di un ascolto, l'invito alla condivisione di questo ennesimo viaggio di sogni. Prima di salutarvi volevo aggiungere un'ultima cosa: anche se "Argile" trova il suo reale compimento nell'incontro di musica e danza, sono certo dell'autonomia delle singole espressioni, e che la forza di una richiami agli occhi (e alle orecchie) l'altra.
Proprio.

L. F.