Jeff Buckley, "Grace"
Dunque, andiamo con ordine. Ho ricevuto moltissime e-mali in cui mi si faceva notare la scarsa reperibilità dell'ultimo cd che in questo spazio si è recensito, "Guitars" di Mike Oldfield. Avendolo definito una nota non nota al limite della definizione, probabilmente ci si aspettava maggiore reperibilità del lavoro e invece, a quanto pare, non è così. Stranezze del mercato.
Visto come sono andate le cose, questo mese ci riprovo, un'altra nota non nota al limite della definizione: Jeff Buckley e il suo "Grace", datato 1994, sperando vada meglio. Purtroppo questo cd è il primo e l'ultimo di questo artista straordinario, venuto a mancare qualche anno fa in circostanze misteriose (si dice che sia annegato), anche se esiste un altro titolo a suo nome, un live contenente qualche inedito.
Devo essere sincero, in ventotto anni non avevo mai sentito un uomo cantare così, non a caso veniva chiamato "voce d'angelo". La sua voce si arrampica sulle note più alte e più impensabili con una facilità e con una padronanza a volte imbarazzante. Di fronte all'interpretazione di "Grace", la canzone che dà il nome all'album, si rimane senza fiato fino alla fine della traccia.
Oltre a questo straordinario talento, Jeff Buckley aveva anche la capacità di scrivere canzoni dolci e aggressive con una forte sensibilità e, assieme alla sua band, di creare delle atmosfare a volte sognanti, altre volte più inquiete.
Questo disco è senza dubbio un lavoro da comprare e custodire in casa, perché è un patrimonio culturale di notevole spessore.
La speranza è che la sua reperibilità non sfiori i livelli dei cd trattati in questa rubrica, anche perché all'epoca in cui venne fuori, fece parlare molto. Tenetemi informato.
L. F.