Passa-Parola, Note non note
Febbraio 2002 | Indice

CMH Records, "Breathe"
Girovando assieme ad un amico senza obbiettivi precisi tra le fitte maglie della rete, da un sito all'altro e clic vari, mi sono ritrovato come un naufrago sulle spiagge di un sito, semplice e scarno, di quello che sembrava essere un gruppo acustico, e mi sono subito incuriosito molto. Linkando qua e là ne ho scoperto la natura musicale e così ho ordinato un loro disco. Dopo non molto tempo mi è arrivato a casa un pacco che profumava d'America, l'ho scartato, l'ho fatto girare sopra la lente del lettore e una sensazione di gioia e benessere è subito rimbalzata fra un orecchio e l'altro. Si trattava di un tributo bluegrass alle canzoni di Dave Matthews, della Dave Matthews Band, ma dalla copertina del cd non si capiva chiaramente, così come dal sito internet, il nome del gruppo. Dopo molte ricerche vane, la quantità di materiale informativo riguardo i progetti più interessanti è sempre molto scarsa, ho dedotto (soprattutto dal nome) che la CMH Records fosse una casa discografica che propone artisti i quali arrangiano a loro modo e con il loro mondo musicale le canzoni di altri artisti, noti e non noti. Quando sull'isola deserta sulla quale ero naufragato navigando in rete ho letto il nome di Dave Matthews, ho subito pensato che valesse la pena ascoltare questa insolita proposta, così è accaduto. E ne sono rimasto affascinato.
Kenny Blackwell, Rudi Ekstein, Raymond Fulton e Dennis Caplinger sono i musicisti che danno alle canzoni della Dave Matthews Band, quasi sconosciuta in Italia ma molto famosa in America, una veste del tutto nuova, una versione bluegrass, sfumatura della musica country.
C'è da dire che dietro al vago termine "country" esiste ancora l'immagine collettiva dei falò alla luce dei quali il cowboy solitario canta la sua solitudine nella prateria, in realtà esistono artisti che attraverso questo genere esprimono la propria sensibilità e creatività con grande senso artistico e molto buon gusto.
Il cd della CMH Records ordinato, arrivatomi fra l'altro in pochissimi giorni, parla e si racconta con i classici strumenti bluegrass: chitarra acustica, basso, mandolino e banjo, e regala una versione solare delle più belle canzoni di uno dei compositori più talentuosi del panorama odierno.
Il cd sa veramente di festa. Anche le melodie più malinconiche assumono un colore gioioso con questo nuovo vestito acustico, il quale non snatura mai l'identità della canzone arrangiata, nemmeno quando la sperimentazione si fa più evidente come nell'esempio di "Don't drink the water", apparentemente irriconoscibile. Canzoni come "Tripping bilies" e "Ants marching", che fra l'altro si adattano con eleganza al genere, innescano il desiderio quasi irrefrenabile di ballare e di saltare, attraverso un'esecuzione tecnicamente impeccabile, come del resto tutto il cd. Dunque, se lo desiderate, salpate verso il mare apero di internet (www.cmhrecords.com), potreste naufragare su un'isola interessante.

L. F.