Passa-Parola, Non non note
Gennaio 2004 | Indice

Mike Oldfield, "Guitars"
Lo so, lo so, avete ragione, ma fatemi spiegare, prima di insorgere. Verissimo: parlare di Mike Oldfield come di una "nota non nota" può sembrare una presa in giro. In effetti già trent'anni fa la sua musica era diventata popolarissima, quando divenne colonna sonora di uno dei film più agghiaccianti dell'epoca, cioè "L'esorcista". Successivamente la sua discografia ha sfornato canzoni di successo come "Moonlight shadow" e "Foreign affair". Fatti, questi, che dovrebbero farmi desistere dall'idea di parlare di lui in questa rubrica, anche se sono sicuro che non sono pochi quelli a cui il nome di Mike Oldfield non dice niente.
Ma come spesso accade, per la legge senza tempo del mercato, molti lavori di artisti anche conosciuti passano inosservati, e finisce che vengono scoperti da qualche pazzo acquirente (ormai per andare a comprare un disco devi chiedere un prestito il mese prima) in uno scaffale nascosto di un negozio di dischi, e che questo incosciente decida di prendere quell'unica copia, rischiando un po' sul suo portafoglio e sulle sue orecchie. Ovviamente non sempre il rischio viene ripagato, è una cosa che si deve mettere in preventivo, però accade anche di trovarsi di fronte ad un grande lavoro, di buon gusto e buona fattura.
A me è capitato con "Guitars" di Mike Oldfield. Conoscevo già la sua musica per via della già citata colonna sonora de "L'esorcista" e, soprattutto, per lo straordinario album che è quel "Tubular bells II" uscito nel 1992 (di cui forse un giorno parleremo). Ma quando mi sono ritrovato di fronte a questo nuovo titolo (fra l'altro ho scovato veramente un'unica copia in uno scaffale impolverato di un negozio di dischi padovano), anche per via della mia deformazione professionale, ho acquistato il cd.
In seguito mi sono accorto che la sua pubblicità l'aveva avuta, essendo un artista rinomato, ma le cose belle, si sa, non fanno gola a tutti. Ed eccomi qui, dunque, a far conoscere, a chi non lo conoscesse già, questo bellissimo disco del 1999 di Mike Oldfield, "Guitars".
(Avrei potuto abusare della mia posizione e scrivere da subito "la rubrica è mia e parlo di chi voglio io!". Avrei sicuramente guadagnato spazio! Ovviamente scherzo...)
Dunque, questo "Guitars" è senz'altro un disco da ascoltare per chi ama le varie sfumature dello strumento dalle sei corde (diciamo anche "dalle quattro corde", visto che comprende anche il basso) e le varie possibilità della chitarra midi. Già, perchè ogni suono presente in questo disco, anche i set percussivi, sono stati generati dalla chitarra. E Mike Oldfield, oltre a suonarle tutte, dalla classica, alla elettrica, al basso, (come detto), ha prodotto, registrato e mixato il disco. Insomma ha fatto tutto lui. Strepitoso, considerando la qualità del lavoro!
Il cd tocca diverse arie, da quelle più melodiche e di atmosfera, con chitarra classica e arpeggi, a quelle più roccheggianti con chitarre distorte e soli. Le percussioni, ottenute come detto con la chitarra midi, fanno da tappeto e sono, suppongo volutamente, tenute piuttosto lontane rispetto al tutto, probabilmente per risaltare le sonorità della chitarra. Su tutte, risaltano le melodie di "Summit day" e "From the ashes" e la frizzante aria di "Out of sight".
La cosa positiva, riguardo ad artisti come Mike Oldfield, una "nota non nota" sul filo della definizione, è che quando il pazzo acquirente lo richiede in un negozio di dischi, il commesso non risponde: "Chi?". Almeno si spera!

L. F.