Passa-Parola, Non non note
Gennaio 2003 | Indice

Don Ross, "Huron street"
Calabria, estate 2002. Stavo passeggiando sulle spiaggie di un piccolo paesino, lungo la costa tirrenica, più o meno all'ora del tramonto, quando ho sentito il mio telefono squillare. Era una mia carissima amica, la quale voleva informarmi sull'uscita di un articolo, in una rivista piuttosto rinomata ma non musicale, che parlava di fingerpicking. Dentro di me, appresa la notizia, ho provato una puntina di gioia, perché finalmente - ho pensato - qualcuno si occupa di questo stile chitarristico troppo spesso relegato in un angolo buio, senza sbocchi se non piccoli sentieri alternativi. Ma quando ho chiesto dettagli sull'articolo, il mio entusiasmo si è affievolito e la speranza che qualcuno desse spazio al mondo musicale che più amo è rientrata alla base. In effetti si trattava di un nuovo modo di mangiare il pesce, servito in chioschi ambulanti in un cono di carta e da mangiare con le dita. Ecco il fingerpiking secondo questa rivista. Beh, ho pensato, se non altro si pubblicizza il nome.
Questa piccola bufala è la copertina della situazione musicale italiana: non c'è spazio per altri modi di fare e proporre musica, se non quello che agli squali delle grosse case discografiche rende la percentuale più alta.
Così grandissimi e sensibilissimi artisti rimangono nel mondo non noto e tutti noi (non mi stancherò mai di scriverlo) perdiamo l'ennesima occasione di arricchirci culturalmente. Ma riuscirò un giorno a curare una rubrica che parli di questi personggi e a chiamarla "Note note". Vedrete! Per adesso continuo a fare da cassa di risonanza, questo mese a Don Ross.
Don Ross è un chitarrista fingerstyle americano, un vero funambolo delle sei corde. Ha all'attivo otto dischi, l'ultimo dei quali si intitola "Huron street", datato 2001. Già dalle prime tracce si capisce che tipo di chitarra ci si deve aspettare dall'ascolto, una chitarra ricca di sfumature percussive e melodiche. L'uso esclusivo di accordature aperte che si intuisce (cioè quando si scorda una chitarra e la si accorda in modo che le sole corde a vuoto suonino un accordo ben preciso) rende il suono molto profondo, arricchito ulteriormente in brillantezza e naturalezza dalla registrazione di alta qualità a 24 bit e 96 kHz. I dodici brani sono diversi nel genere e nelle atmosfere, cosa che permette all'ascolto di vivere diverse situazioni emotive, e che regala all'intero lavoro completezza. Si passa, infatti, da arie melodiche molto intense e rarefatte a ritmi incalzanti, in cui si apprezza l'incredibile tecnica di Don Ross, ricca di percussioni sulla cassa e tapping. L'impressione è che a suonare sia un'intera band e non un solo chitarrista, forse la caratteristica più suggestiva del fingerpiking.
Un'altra caratteristica di questo mondo musicale, sicuramente meno affascinante, è la scarsa reperibilità dei suoi artisti. Così ci affidiamo ancora ad internet, www.donrossonline.com, per gustare le specialità di questo particolare chiosco di pesce ambulante. Alla prossima.

L. F.