
Il 16 settembre 2006, Luca Francioso terrà un concerto nell'oasi naturale "Valle Millecampi" di Codevigo (PD), al Casone delle sacche, in occasione di "Note marine", una serata a cui parteciperà anche l'esperto documentarista subacqueo Piero Mescalchin.
La serata è realizzata in collaborazione con il comune di Codevigo (PD), il comune di Chioggia e l'associazione Onlus "Tegnùe".
In caso di pioggia, la serata si terrà all'interno del casone.
Per arrivare al Casone delle sacche, venendo dalla direzione Padova e Venezia lungo la statale Romea, arrivati alla frazione S. Margherita sulla sinistra, all'altezza del ristorante "Giosuè" e dell'agriturismo "Vecchia Fogolana", girare a sinistra (lì c'è il primo segnale per arrivare al Casone) e prendere via Corte Fogolana. Da quel punto in poi l'itinerario per raggiungere il Casone è ben segnalato.
Per informazioni rivolgersi alla Biblioteca Comunale di Codevigo, il cui telefono è: 0495817585.
Valle Millecampi
La zona umida di Valle Millecampi rappresenta uno straordinario esempio dell'ambiente e del paesaggio lagunare veneto. È collocata nell'Estuario Veneto, tra la fascia delle cosidette "barene", isolotti bassi e pianeggianti soggetti a periodica sommersione per effetto della marea. Le barene sono percorse da una fitta rete di piccoli canali, detti ghebi, e spesso presentano al loro interno degli specchi d'acqua detti chiari, prodotti dallo sfaldamento del suolo. La valle è alimentata sia da acqua salsa che da acqua dolce attraverso vari canali e questo determina la presenza di una flora peculiare e di alcune specie faunistiche proprie dell'ambiente vallivo veneto. Le caratteristiche ambientali rendono Valle Millecampi habitat ideale per numerose anatre di superficie e tuffatrici, per i trampolieri, per la Pettegola, la Sterna o Rondine di mare, il Fraticello e l'elegante Cavaliere d'Italia. Numerose sono anche le specie che svernano: tra le più significative nel periodo autunnale-invernale abbiamo gli svassi, gli aironi, le anatre e i limicoli. Non mancano segnalazioni di specie rare quali: le Strolaghe, l'Airone bianco, la Cicogna nera, l'Aquila anatraia maggiore, la Poiana, i Cigni, le Gru, l'Avocetta e la Beccaccia di mare.
La denominazione originale di questo tipo di aree deriva del latino vallum (palizzata, ostacolo, barriera) in quanto, fin da epoche assai remote, gli abitanti della laguna usavano circondare le aree lagunari meno profonde, realizzando recinti di arelle e modeste arginature, al fine di favorire la cattura del pesce. Questo particolare ambiente lagunare è stato nei secoli sfruttato e addomesticato dall'uomo per utilizzare, a scopo produttivo, un fenomeno naturale, la migrazione spontanea nei mesi di marzo e aprile di pesci adulti che, dopo una permanenza di alcuni mesi, tra la metà di dicembre e di settembre, ritornano al mare per la riproduzione.
Ecco allora la necessità di realizzare strutture in muratura che servissero da riparo per uomini e barche. In Valle Miliecampi i casoni rappresentavano una precisa connotazione funzionale ed il loro perfezionarsi dal punto di vista edilizio costituì un riferimento preciso dei consolidamento delle valli da pesca come struttura produttiva. Nei documenti sono definiti come "casa da pescatore coperta di paglia o di canna".
Il Cason delle Sacche (il cui nome sembra derivare dal fatto che questo Casone è costruito su una sacca che arriva sino alle campagne, è infatti una vera e propria testa di ponte da terra verso valle) a quei tempi serviva soprattutto da rifugio per i ricchi cacciatori provenienti molto spesso da Padova ed è quello meglio conservato.
Attualmente la zona umida è inserita nel Piano faunistico-venatorio della Provincia di Padova come Oasi di protezione e quindi di tutela.
(A cura di Novella Agostini)