21 giugno 2003
Concerto per il solstizio d'estate
Tenuta Bigon, via General Giardino 6
Pionca (PD), ore 21.00
Ospiti: la trombettista Tiziana Causin, il batterista Michele Masato, il fotografo Massimo Zampieri e il maestro d'arte Carlo Degli Stefani.
A fine concerto ci sarà un piccolo rinfresco.
In caso di pioggia, il concerto si farà comunque sotto il portico della casa. Si consiglia di portare una coperta o un cuscino per sedersi sull'erba. Il posto è molto suggestivo.
Solstizio (sole stizio, sole stazione, sosta)
Il sole, per l'uomo principale fonte di vita, muta il suo cammino sull'orizzonte e sembra fermarsi per alcuni giorni in un punto preciso, sorgendo e tramontando sempre nella stessa posizione: questo accade da sempre in due momenti dellanno solare, e cioè a giugno e a dicembre (nei giorni di San Giovanni Battista e Natale). I giorni seguenti il sole ricomincia a sorgere, giorno dopo giorno, sempre più a sud sull'orizzonte a giugno, e sempre più a nord a dicembre, determinando in maniera graduale l'allungarsi o l'accorciarsi delle giornate.
Fin dall'antichità il cambio di direzione che il sole compie tra il 21 e il 22 giugno, riprendendo la sua corsa sull'orizzonte, è stato salutato come l'inizio di un nuovo periodo di vita. Questo giorno, detto solstizio estivo, è ancora oggi ricordato e atteso, in quanto primo giorno d'estate, ed è associato alla magica festa di San Giovanni Battista.
Fin dall'antichità gli uomini si erano resi conto di questi cambiamenti e avevano celebrato questi eventi con diversi festeggiamenti. Nella religione Cristiana questi due giorni ricordano la nascita delle due più importanti figure del Vangelo: il solstizio invernale coincide con il Natale, la venuta alla luce in Terra di Gesù, ed il solstizio estivo coincide con la nascita di suo cugino Giovanni, divenuto poi il Battista, "il più grande tra i nati di donna". San Giovanni è quindi un santo a cui venivano associati i festeggiamenti più vari, per salutare e per prepararsi all'inizio di una nuova piacevole stagione. Nel periodo in cui cade la sua festa, si credeva anche che nascessero delle piante speciali, in grado di dare poteri magici a chi le raccogliesse. Tra le piante di San Giovanni vi erano quelle adatte a risolvere questioni amorose, per attirare l'attenzione dell'innamorata, per interrogare il suo cuore a distanza, e piante in grado di svelare l'iniziale del proprio futuro marito. Vi era anche l'usanza, per le ragazze, di gettare un garofano a terra, e chi all'alba lo avesse calpestato avrebbe determinato la famiglia di appartenenza del futuro sposo.
Ma la notte di San Giovanni era soprattutto il momento in cui, in tutta Italia, le campagne e le città si riempivano di imponenti fuochi. A Firenze, sui tetti delle basiliche venivano posti dei pentoloni di terracotta, pieni di grasso, che producevano dei magnifici fuochi che era possibile vedere da lontano. Nei campi venivano accesi dei focolari propiziatori per allontanare il maligno e proteggere i campi. Le fiamme erano tenute in vita fino all'alba, momento in cui si spegnevano per lasciar spazio al più importante dei fuochi: il sole. E si credeva che la ragazza che, guardando il sole all'alba, vi avesse visto la testa decapitata di San Giovanni, si sarebbe sposata entro l'anno. Addirittura in Sardegna si ritiene che il sole all'alba saltelli tre volte prima di innalzarsi in cielo, come la testa di Giovanni Battista decapitato. Nel Veneto, fino a poco tempo fa, nella notte di San Giovanni si facevano dei fuochi nei quadrivi e le fanciulle gettavano nella padella piombo liquefatto per indovinare, dalle forme del metallo, notizie sul loro futuro marito.
(Ricerca materiale informativo: Luigi Solagna)