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2006 | Indice

Sshhh... Suona piano la chitarra

Concerto per chitarra acustica e piano, nel teatro parrocchiale di Lozzo Atestino (PD), il 4 marzo 2006, alle ore 21.00. Luca Francioso alla sei corde e Caterina Ravenna al piano rivisiteranno alcuni brani del chitarrista, all'interno di una serata in cui Francioso presenterà il nuovo lavoro "The show", libro e CD, uscito a Natale 2005. Aprirà la serata il chitarrista Domenico Calabrò.
L'ingresso è gratuito, ma al termine della serata si raccoglieranno offerte, visto che il concerto è a scopo benenfico per le urgenze delle missioni, in particolare per le missioni di P. Giancarlo Pacchin, missionario in Brasile, e Fr. Pietro Martin, missionario in Mozambico.
La serata è stata organizzata dalla parrocchia di Lozzo Atestino e da Luigino Marchetto.
«Voglio dire grazie al Parroco e alla parrocchia di Lozzo per questa iniziativa e, in particolare, a Luigino: persona mite e buona di spirito, umile, nonché grande professionista in occasioni di organizzazione di eventi come questo» (L. F.).

Caterina Ravenna, pianista ventiquatrenne di Concordia Sagittaria (VE), ha studiato presso la Fondazione "Santa Cecilia" di Portogruaro (VE) con il Mo. Umberto Berti e si è diplomata nell'Ottobre del 2005 al Conservatorio "A. Pedrollo" di Vicenza. Si è iscritta al corso di laurea specialistica in psicologia e lavora con la musicoterapia con l'associazione "La triade" di Padova. Segue il progetto musicale della scuola elementare padovana "A. Rosmini" oltre ad esercitare un'intensa attività didattica da privatista. Attualmente sta perfezionando la sua tecnica pianistica sotto la guida del Mo. Adriano Breda.

P. Giancarlo Pacchin missionario dei Servi di Maria da moltissimi anni opera presso Jandira, città-dormitorio di 100.000 abitanti, 40 Km a ovest di San Paolo del Brasile, dove si sta verificando la tragica situazione di abbandono dei bambini provenienti da famiglie povere e, più spesso, figli di ragazze-madri, a loro volta abbandonate a se stesse. La miseria, la disgregazione familiare, la disoccupazione, le 4-5 ore di trasporto per raggiungere e tornare dal luogo di lavoro, madri che lavorano e che possono stare coi figli solo di notte. Ecco alcune delle cause che rendono tanti bambini di Jandira meninos de rua.
Don Giancarlo Pacchin, parroco della chiesa di San Francisco de Assis in Jandira, ha coordinato un'iniziativa di volontariato nata fra le mamme della parrocchia, per accogliere i piccoli che durante il giorno non sanno dove andare. Di qui ha preso corpo un gruppo Caritas, che si è impegnato, oltre a varie altre attività, a creare delle creches, un tipo di scuole materne, dove i bambini da 2 a 6 anni vengono nutriti ed educati dalle prime ore del mattino fino a sera, quando le mamme, o chi per loro, possono finalmente tornare a casa dal lavoro. P. Giancarlo coordina un'attività che raccoglie circa 500 bambini e adolescenti, seguiti negli asili, nel doposcuola, nelle attività sportive e artistiche oltre che a fornire loro un pasto completo.

Fr. Pietro Martin è un Missionario Comboniano e si trova in Mozambico ormai da 35 anni, di cui 22 passati nella guerra. È originario di Faedo di Cinto Euganeo.
La sua missione è vastissima, si estende per un raggio di 300 chilometri. In questo territorio, prima di lui non era mai arrivato nessun missionario. Le persone che vivevano in quella zona erano lebbrosi rifiutati e cacciati da altri paesi, destinati solo a morire.
Grazie a Fr. Pietro e alla solidarietà di tante persone, moltissime persone sono guarite dalla lebbra e da molte altre malattie che imperversano in quella regione. La missione è suddivisa in 12 zone, in ognuna c'è un ospedale, un lebbrosario e una maternità. Ci sono 150 comunità cristiane e i missionari riescono a passare per una visita solo ogni 15 mesi.
A Maputo esiste anche un seminario nel quale sono stati formati e consacrati 22 sacerdoti. Uno dei primi bambini, che è guarito grazie alle cure di Fr. Pietro, ora è Vescovo ed è stato con lui prigioniero e ai lavori forzati.
Attualmente la missione assiste 6.157 bambini lebbrosi ai quali viene assicurato un pasto al giorno che consiste in una ciotola di farina e un pugno di fagioli, la cura giornaliera per guarirli dalla lebbra che deve continuare per almeno 4-5 anni e l'istruzione.
Purtroppo, solo un bambino per famiglia può essere accettato nella missione, gli altri sono destinati a morire di fame o di lebbra. I bambini delle elementari scrivono con il dito sulla sabbia, i ragazzi delle medie hanno a disposizione solo un foglio e una matita che devono riconsegnare quando è finita la lezione, e i ragazzi delle superiori hanno un quaderno e una penna. Nessuno ha dei vestiti e quelli che ci sono servono solo per le grandi occasioni.
Fr. Pietro fa di tutto: opera le persone, fa i tagli cesarei e l’ostetrico, amputa braccia e gambe a chi è colpito dalla lebbra e tutto questo senza anestesia e senza medicine.
Negli ultimi anni ha visto morire 4 missionari e una suora e lui, ultimamente, è entrato in coma due volte a causa della malaria resistente.
La zona dove si trova, sempre più spesso, è soggetta a epidemie e forti inondazioni che distruggono i raccolti.
L'anno 2004, per Fr. Pietro è stato un anno terribile, di grande carestia e in un solo giorno ha visto morire di fame 174 bambini. Da 35 anni lavora e fa miracoli con le persone più povere e abbandonate grazie alla solidarietà di tanti amici.
Quando lo hanno portato all'aeroporto per farlo rientrare in Italia per permettergli di curarsi, 2000 bambini lo hanno accompagnato per salutarlo e ricordargli di ringraziare quanti in questi anni hanno pensato anche a loro.