Il Padova
30 Marzo 2006 | Indice

Da uno squilibrio ad un altro
Sei stanco di avere cd sparsi per casa? Non vuoi più avere tra i piedi ingombranti colonnine colme di cd impolverati? E, soprattutto, vuoi risparmiare i tuoi soldi? Niente di più facile: investi poche centinaia di euro in un affare super miniaturizzato che legge mp3 e i tuoi risicati 40 metri quadri (fanno appartamenti più grandi oggi?) ti sembreranno lo spazio di una villa enorme e capiente, e il tuo portafoglio verrà salvaguardato. In effetti, guardando la pubblicità di questi nuovi aggeggi, la cui capacità di memoria arriva fino ai 15.000 brani (15.000! Circa 1500 cd, incredibile!), mi chiedo come possa competere il mercato discografico di oggi, i cui prezzi per cd ormai sforano i 20 euro. Molto più facile appare l'acquisto (?), o i vari download free, di musica on line e trasferibile poi in lettori mp3 alla velocità della luce. In questo modo non si ha l'ingombro del supporto e si risparmia denaro.
Le righe appena lette potrebbero apparire un elogio alle varie ditte che costruiscono questi lettori, invece, ai miei occhi, appaiono solo il conseguente (e triste) squilibrio causato da un altro squilibrio. Mi spiego. Chiaro che chi ascolta musica (chi non l'ascolta?) vede nell'evidente ingordigia della macchina di produzione una minaccia alla sua possibilità di ascoltare tanta musica quanto la sua curiosità desidera, oltre alla chiara minaccia ai suoi risparmi (un cd non può costare così tanto!), e quindi è normale che a questo squilibrio di prezzi folli corrisponda un'alternativa di consumo. Solo che anche l'alternativa che si è scelta appare squilibrata: la masterizzazione, prima di tutto, ma ancor più pericoloso il download di musica poi trasferita in lettori mp3, processo che porterà a considerare il cd un supporto optional, forse addirittura superfluo, masterizzato e non. Senza contare (lo dico da musicista) la difficoltà di un artista di essere ripagato per il suo lavoro. Forse solo facendo un disco ci si rende veramente conto di quanto lavoro c'è dietro. Certo non si deve esagerare nel prezzo, ma credo che se si rispetta la musica che si ascolta ci sia anche gusto nel ripagare il lavoro di un artista (questo lo dico da ascoltatore), a patto che accada in una misura equilibrata. Invece, siccome questo non succede, via di masterizzione, mp3 a rotto di collo e 15.000 brani (un'intera vita musicale) dentro un aggeggio infinitamente piccolo! Non dico di non essere affascinato da queste nuove opportunità, mi auguro solo che una cosa non precluda l'altra.