Un'artista che ha onorato l'arte
Un'artista che ha onorato l'arte e un pubblico che ha onorato l'artista. A questo ho assistito sabato scorso, all'arena romana di Padova, durante il concerto di Niccolò Fabi: nessuna finzione, nessun delirio di idolatria, nessuna traccia alcuna, né sul palco né fra le sedie, di squilibri frenetici e di isterie da concerto. Solo comunicazione diretta, un desiderio irrefrenabile, quello di Niccolò, di darsi a tutti i livelli, di raccontarsi e di mettersi a nudo, e la voglia della gente di accogliere le sue emozioni puntate, di farle proprie, di riconoscersi, senza le aspettative gonfiate che la celebrità di un artista potrebbe insinuare in chi ascolta. È stata un'esperienza densa e arricchente, perché è oltremodo gratificante annusare dietro le luci e dietro le canzoni di uno spettacolo la ricerca intensa di un uomo: non solo una ricerca artistica, per cui "elegante" e "raffinata" sono le parole prime che mi vengono in mente, ma una ricerca che abbraccia una gamma di colori più ampia, che tocca più punti della vita, forse tutti, perché, in effetti, la vita è nutrimento di chi la racconta e non potrebbe essere che così, a dimostrazione della mia fermissima convinzione che l'arte non è un lavoro che si sceglie, come la medicina o l'avvocatura, ma è uno stato d'animo, un modo di sentire e di vedere il mondo a cui non si sfugge e che come diretta e inevitabile conseguenza ha il desiderio irrefrenabile di comunicare. E questo desiderio è stato fonte di uno scambio emotivo disarmante, in mezzo a un cerchio euforico mai squilibrato e dentro al quale, altrettanto appagante, è stato constatare come l'artista si possa identificare dal pubblico che lo segue: la caldissima energia che ho respirato tra le sedie dell'arena mi ha avvolto e mi ha fatto sentire parte di un patto inscindibile, quello tra noi e la musica. Le canzoni di Niccolò hanno scavato lentamente e con discrezione fino ad arrivare a tutte le orecchie e a tutti i cuori, generando un'atmosfera così intima e serena che, in diversi momenti, l'arena è apparsa come un grande salotto in cui amici curiosi si stavano inebriando della poesia di un caro amico, niente di più. La genuinità di un artista è come il profumo della cioccolata: la senti senza che nessuno te ne parli.