Il Padova
29 Giugno 2006 | Indice

Nei locali solo le cover band
La maggior parte dei concerti proposti nei locali sono di cover band o di tribute band, pochissime le proposte originali. Mi chiedo perché. Una prima considerazione va fatta in merito alla riluttanza che i gestori mostrano di fronte ad artisti che propongono musica originale, essendo interessati per lo più all'incasso che allo spessore culturale del loro cartellone, vista la triste domanda che di prassi accompagna ogni trattativa: "Quante gente mi porti?". Del resto se un artista suonasse la sua musica sempre davanti allo stesso pubblico, il suo, ma in locali differenti, la cosa arricchirebbe solo la cassa del pub di turno, come in effetti accade. Nessuno di questi gestori pensa al fatto che l'artista è sempre in cerca di nuovi consensi, se così non fosse suonerebbe nel suo salotto per i propri supporters. Ad ogni modo accade che, dopo l'ennesima serata, il seguito dell'artista cede all'attrazione di altre proposte e aria nuova, lasciandolo orfano di pubblico e quindi di locale. Probabilmente è perché la cover richiede un’attenzione minore rispetto ad una proposta nuova, potendo più facilmente restare sullo sfondo di una chiacchierata e una birra, che i gestori preferiscono usare le cover band e le tribute band come una sorta di radio umana, garantendosi così presenza e ordinazioni.
C'è da dire che la constatata facilità di proposta di una cover band a dispetto di una originale, quasi mai corrisponde alla facilità di esecuzione, visto il bagaglio tecnico necessario per riprodurre musica di un certo livello. Spesso sono artisti di calibro che si cimentano in questi repertori. Ma allora perché non utilizzare queste doti per un'ispirazione nuova? Forse stiamo perdendo creatività? Perché si preferisce imitare alla perfezione, addirittura a volte identificandosi perfino nell’aspetto, i cantanti che ci affascinano senza provare il rischio e l'ebbrezza di una proposta originale? Anche se ritengo che la cover possa essere comunque un buon mezzo di espressione, quando assume la forma di una rivisitazione o di un omaggio, sono convinto che ogni cover suonata è di fatto un'occasione persa per sentire un brano originale.
Io credo che solo l'equilibrio e la curiosità possano essere dei vigili garanti della ricchezza, altrimenti ci saranno sempre più artisti fotocopia e sempre meno cuori protesi al nuovo e alla ricerca, cibo indispensabile per l'alimentazione di un popolo.