Dai reality show alle carneficine
Non lo so, ma a pensarci bene pare che ci diverta vedere gli altri in difficoltà. È come se l'unica forma di valido intrattenimento collettivo fosse non tanto bearsi dei disagi altrui, sarebbe troppo palesemente cinico, quanto piuttosto poterne sparlare. Avere, cioè, la possibilità di puntare il dito contro una delle tante scabrosità pubbliche, non importa quale, e rovesciarci sopra tutto il moralismo bigotto e finto cristiano di cui siamo capaci, fino, a volte, a distruggere la vita di una persona con le calunnie. Questa particolare forma di varietà ha avuto un lento processo di assestamento pratico che ha creato occasioni pubbliche sempre più efficaci di allenamento alla calunnia, attraverso spunti geniali come le telenovele, le trasmissioni di real tv e infine, perle di rara infallibilità, i reality show. Questi eccellenti mezzi di plagio hanno trasformato la risatina causata dallo scivolone di uno sbadato al giudizio incontrollato verso ogni difficoltà calunniabile. Così il pettegolezzo è diventato fonte irrinunciabile che ci fornisce le coordinate verso cui far confluire la nostra smania di diffamazione. E a volte basta davvero poco per accanirsi contro qualcuno, magari un personaggio pubblico che, in quanto tale, non ha diritto a nessun tipo di vita privata e a buon diritto, dunque, screditabile. C’è chi addirittura, battezzato da Fellini, di questa smania ne ha fatto un mestiere e non smette mai di sperare che qualcuno inciampi per mostrarlo al mondo, senza prima avere estorto, però, del denaro al malcapitato. E c’è da dire, comunque sia, che questo tipo di arte diffamatoria funziona, colpisce proprio nel segno: la vita di chi, volta per volta, viene presa di mira viene infangata e distrutta per sempre, irrimediabilmente messa alla gogna, sottoposta ad una crocifissione pubblica, a volte subita anche dalla famiglia. Moglie. Figli. Dettaglio di cui non ci si cura è l'innocenza o la colpevolezza della vittima: è una faccenda che non interessa a nessuno, perché questo tipo di varietà prescinde da tali quisquiglie. Il fatto è che a volte ci si sbaglia. Accade che il pettegolezzo che ha portato al malcapitato sia falso o magari un equivoco. Solo che la vita di quella persona è ormai inevitabilmente segnata. Per sempre.