Il Padova
25 Gennaio 2007 | Indice

Troppo giovani per essere adulti
Ormai "vecchiaia" è un termine tabù. Nessuno vuole diventare vecchio, neanche chi, a guardare l'età, dovrebbe esserlo già da tempo. Secondo alcuni sondaggi, inoltre, il diventare adulto oscilla, quasi incredibilmente, da una età che va dai 26 ai 40 anni, come se si volesse spostare sempre più in là tappe inevitabilmente naturali. Il segmento dell'essere giovani, dunque, si allunga in modo spropositato, sovrapponendosi oltre modo a quello dell'essere adulto e annullando del tutto, in questo progressivo e alterato slittamento, quello dell'essere vecchio. A dare del metodo a questa confusa idea di evoluzione ci pensano gli studiosi, i quali hanno stabilito alcune tappe da passare per guadagnarsi il diritto di essere adulto. Le tappe sono: finire gli studi, vivere da soli, trovare un lavoro fisso, avere famiglia. Tirando le somme, quindi, secondo sondaggi e studiosi, un ragazzo diventerebbe adulto all'età media di 35 anni, a patto che abbia una laurea, un lavoro fisso e una famiglia, e adulto rimarrebbe per sempre, fino alla fine dei suoi giorni. Mamma mia che illusione! Sarebbe a dire che un uomo di mezza età con la terza elementare, che non ha un lavoro fisso e che non ha famiglia, è un fallito. Sì, perché al termine "adulto" si associano responsabilità e dignità, come del resto a quello di "vecchio" la stanza di un ospizio, e dunque non importa la sua storia e il suo contesto, ma solo il suo curriculum vitae. Questo modo squilibrato di vedere l'evoluzione di un uomo porta inevitabilmente ad aspettative storpiate, generando la sfrenata corsa di un ragazzo verso un futuro standardizzato, che magari non sente suo, ma che di certo è garante di una reputazione dignitosa, oppure il provocatorio annullarsi con ogni mezzo come monito di un rifiuto. Costretto a vivere con queste illusioni che ammoniscono i sogni è naturale che un ragazzo non voglia crescere, perché oggi finire gli studi vuol dire darsi in pasto agli squali, avere un lavoro fisso vuol dire reprimere i propri sogni e diventare vecchi vuol dire venire dimenticati. Ma un ragazzo voglioso di sperimentare il proprio talento che diventa un uomo quando scopre il suo scopo e saggio quando si avvicina alla fine dei suoi giorni non è l'evoluzione che dovrebbe compiersi?