Il Padova
21 Dicembre 2006 | Indice

Quando si fischia dalla platea
Io questo mondo a volte fatico a capirlo. Fatico a capire le dinamiche del consenso e scorgo appena il filo sottile che divide quello che si ritiene normale dal suo contrario, opposti in effetti a cui si cambia di continuo ruolo e di cui cultura ed epoca sono giudici. Ora, che il pubblico pagante di uno spettacolo fischi e obbietti a gran voce contro le capacità dell'artista in scena è considerata cosa normale, l'indispettita reazione dell'artista che lascia il palco, invece, è considerato gesto irrispettoso nei confronti di pubblico e committente. Ma, a prescindere dal talento dell'artista contestato, qual è il parametro per cui sarebbe irrispettoso sottrarsi a una bordata di insulti e rispettoso poterli fare? Dov'è che inizia la facoltà di un uomo di conservare dignità e dove finisce il diritto della gente di manifestare il proprio disappunto? È come se con il biglietto la gente comprasse anche il diritto di ridicolizzare l’artista, la possibilità di urlargli dietro di andare a casa assieme alla pretesa che però non se ne vada realmente, così da poterlo insultare ancora. Delusione, invece, quando l'oggetto dello sfogo accoglie la veemente richiesta e non sta al gioco, perché il prezzo salato dell'ingresso deve poter giustificare qualsiasi porcata a chi lo acquista. Sono cosciente che critica e rifiuto sono reazioni da prendere in considerazione per chi propone arte, ma credo che tali manifestazioni, in effetti diritti incontestabili per un pubblico, debbano fermarsi sulla soglia del rispetto, le cui regole devono essere uguali per tutti, per chi propone e per chi assiste. Invece, forse la realtà più amara della faccenda, è normale che non sia così, che l'artista venga esposto anche al massacro, se necessario. Ma chiedo, a chi pensa che sia giusto: sei mai stato al centro di una platea inferocita? Come credi si possa sentire una persona, per quanto professionale possa essere? E come può un artista portare a termine uno spettacolo con l'atmosfera rovente di un feroce disappunto che lo ridicolizza? Non metto al vaglio il talento o il carattere di chi viene contestato, piuttosto il rispetto per un uomo che comunque si fa il culo per intrattenerti. Dovremmo provarci tutti a incassare fischi come pugni e poi parlarne.