Il Padova
20 Settembre 2007 | Indice

Il dopo V-day di Beppe Grillo
I politici. Che tipi! A volte sembrano proprio gli improbabili personaggi di quei fumetti per bambini, per quanto buffi e poco credibili si dimostrano. Scoperti, smascherati e più volte colti in flagrante nel fare i furbi, rimangono appiccicati allo stemma del loro club esclusivo, quell'intoccabile casta che vive solo per alimentare se stessa, con una spudorata faccia tosta e un'insanabile ingordigia. Beh, in effetti, chi può biasimarli, visti gli stipendi esagerati, gli infiniti privilegi e le varie immunità che il mondo della politica assicura? È una sorta di paradiso per chi vive di parole e per chi ha i pensieri accartocciati dalla burocrazia, chiunque una volta dentro ci penserebbe due volte prima di abbandonare la pacchia. E per farne parte basta assicurarsi consensi vendendo un po' di fumo, mi pare che la cosa si chiami "campagna elettorale", imparare la necessaria furbizia e si è dentro. Boom! Di colpo sparati nel paese dei balocchi. Si finge un po' di litigare con la controparte, si sbraita un po' sui giornali e in tv giusto per giustificare la presenza, ci si scambia i ruoli per non destare sospetti, si finge di avere a cuore il bene delle persone (ma per favore!), il tutto con l'unico scopo di conservare il più a lungo possibile il posto sull'olimpo sacro. E poi, quando qualcuno fa notare che in parlamento ci sono dei delinquenti, facendo così scricchiolare le colonne del tempio, i politici si indignano. Eh già, perché la politica non è mica cosa da comici! Ma che importanza ha chi è a dare l'allarme? Che sia un giullare o un magistrato ad indicare una grossolana ingiustizia è pur sempre un'ingiustizia e come tale va gestita. E quanto deve averli spaventati la proposta di essere fatti fuori per sempre dal paradiso politico dopo due mandati? Pensate a chi ha vissuto per anni nell'oro e di colpo deve rinunciare a tutti i privilegi che lo rendevano una specie di superuomo. Deve bruciare un bel po' la faccenda. Ma credo che in fondo i politici non debbano preoccuparsi: esiste sempre la carriera televisiva, del resto molto simile a quella politica!