Il Padova
17 Agosto 2006 | Indice

Un villaggio al centro del mondo
Un piccolo villaggio diventato il centro del mondo. Un borgo di agricoltori divenuto meta di migliaia di pellegrini. Gente semplice, gente di terra, terra dura, rossa e sassosa, sconvolta dalla guerra e dall'odio, e da un evento che si ripete con regolarità ormai da 25 anni, difficile da comprendere e accettare. Un nome però che non tutti conoscono, come Lourdes o Fatima, un nome, quello del villaggio della Bosnia Erzegovina, che a molti non dice niente, forse solo l'eco di un sentito dire. Il nome, il villaggio, è Medjugorje.
La diffidenza che ho avuto spesso di fronte a messaggi o apparizioni della Madonna trova in parte una causa nel fanatismo di cui siamo capaci, un bisogno squilibrato di riferimenti che a volte occulta anche le cose più genuine e le rende difficilmente identificabili. Nonostante la mia fede cristiana, sono sempre rimasto lontano dal pellegrinaggio, a cui ho di frequente guardato con superficialità, conservando dentro un tacito rifiuto. Poi, però, è accaduto: sono stato pellegrino. E proprio a Medjugorje.
Come la maggior parte dei credenti, ero ignorante su fatti e protagonisti della vicenda, ne ero dubbioso e basta, senza spiegazioni o inchieste personali, dando, alla presunta apparizione di Maria, la stessa probabilità che si può dare alla visione di un fantasma. Così mi sono informato, ho letto. Sono venuto a conoscenza della violenza con cui i 6 veggenti, all'epoca della prima apparizione poco più che bambini, in un regime comunista, sono stati perseguitati e torturati psicologicamente, assieme all'allora parroco, affinché negassero le apparizioni. Ho letto di tutti gli esperimenti scientifici fatti ai veggenti durante l’estasi da studiosi di mezzo mondo, che non sono serviti, però, a screditarli. Ma più di tutto sono stato lì: oltrepassando con le intenzioni il business inevitabile (sarà davvero inevitabile?), ho sentito un'energia che mi ha investito da capo a piedi e che mi ha cambiato la vita, ho sigillato la mente e sgonfiato i muscoli davanti a una realtà che non si può spiegare o capire, ma solo accettare o no. Ho sussurrato sì ai miei dubbi: una cosa umana non potrebbe durare così a lungo e non potrebbe dare i messaggi che Maria tuttora continua a dare, crollerebbe alla prima persecuzione.